Sicurezza si, Militari no!


By alessio - Posted on 18 dicembre 2008

militariSiamo i primi a volere e ricercare la sicurezza dei cittadini, nel senso più ampio e più efficace del termine, e proprio per questo riteniamo sbagliate e pericolose soluzioni quali l’utilizzo dei militari per le strade di Prato. Proprio perché il tema sicurezza è di grande rilevanza sarebbe innanzitutto necessario declinarlo e squadernarlo in profondità per trovare soluzioni reali e strutturali, invece di inseguire provvedimenti spot che sembrano più essere utili a chi li propone rispetto a coloro per i quali sono proposti. Certamente viviamo in una realtà, come quella pratese e non solo, nel quale la paura di non avere un futuro, di non trovare o perdere il posto di lavoro, è la madre di tutte le altre paure. Il compito della politica è individuare gli strumenti adeguati a superare le difficoltà dei cittadini e non – come sembrano fare i tanti che si affannano a chiedere l’esercito in città – ad alimentare il disagio, a creare un circolo vizioso tra questo incremento e cure che invece rischiano di moltiplicare il male: la militarizzazione della città porterebbe certamente all’aumento dell’insicurezza e della paura e non risolverebbe nessun problema foss’anche solo di ordine pubblico. Mai invece ci siamo detti contrari ad una adeguata dotazione di forze dell’ordine, degli organici dell’ispettorato del lavoro e dell’ASL, su cui non ci pare ci sia lo stesso impegno ad ottenerli che vien messo dai propugnatori dell’esercito in città. Men che mai – dai medesimi-, sui problemi della sicurezza nei luoghi di lavoro, che fa in Italia 3 morti al giorno. Mai inoltre ci siamo detti favorevoli allo sfruttamento dei lavoratori migranti, ma siamo altrettanto consci che un fenomeno come questo e tutta la questione della massiccia presenza di questi ultimi a livello di attività lavorative sia un fenomeno che da una parte non può creare l’equazione immigrazione uguale criminalità e dall’altra andrebbe studiato approfonditamente per il passato e per il presente se vogliamo costruire il futuro, chiamando in causa meriti e colpe di un intera classe dirigente cittadina e non certo della sola politica odierna. Tutto ciò tentando di risolvere le questioni efficacemente e con i contributi che la politica può dare: la programmazione urbanistica (come la vera riqualificazione di zone come il macrolotto zero), veri strumenti – anche di rappresentanza – che favoriscano l’integrazione affiancati a quelli deputati per i controlli. Vorremmo inoltre ricordare che il rischio da noi paventato è stato inoltre quello di non cadere nell’ipocrisia: sul sequestro dei macchinari si deve sapere che coloro che vanno a trovarsi in mezzo ad una strada non son certo gli sfruttatori, bensì gli sfruttati, della cui sorte sembra non interessare a nessuno. Solo quindi con una serie armonica di interventi si può fare della vera sicurezza, che è tale quando affronta i nodi profondi delle cause e si fa sicurezza sociale, il resto ci paiono soluzioni pericolose inefficaci e per altro smentite dagli stessi organi di polizia. Pensiamo quindi che l’unicità di Prato – in tema anche di immigrazione – meriterebbe politici all’altezza della complessità dei problemi, i quali dovrebbero amare questa città a tal punto da non costruire il loro futuro politico sulla fotocopia di interventi come quelli attuati a Casal di Principe o in Sicilia con i Vespri siciliani…lasciamo all’ironia ed intelligenza dei pratesi trarre le conclusioni. Se finalmente si volesse uscire dalla logica degli specchietti per le allodole e affrontare questi temi davvero noi saremmo pronti, consapevoli di avere argomenti di cui discutere, senza il bisogno di tribune da cui lasciare velleitari messaggi plebiscitari.
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