Lettera aperta a Prato


By daniela - Posted on 01 giugno 2009

Mi chiamo Marco Wong e sono candidato al consiglio comunale di Prato in Sinistra e Libertà. Da alcuni anni mi occupo della immigrazione dalla Cina in Italia ed in questa veste mi è capitato di parlare di questi argomenti su media nazionali ed internazionali.

Ho aspettato la campagna elettorale con ansia e preoccupazione perchè mi aspettavo molta strumentalizzazione e disinformazione sulla comunità cinese di Prato a scapito della reale rappresentazione dei fatti.

Mi sarebbe piaciuto dare il mio contributo ad una corretta informazione sull’argomento e a scambiare le mie idee e proposte sull’argomento, ma se la mia candidatura ha permesso di esprimere il mio parere ad una radio svizzera non posso ritenermi altrettanto fortunato con la stampa pratese.

Al che viene da chiedersi: a Prato interessa davvero capire l’immigrazione cinese? Oppure ci si vuole accontentare di una visione parziale che serve ad un preciso fine politico?

Un terzo dei bambini che nascono nella città sono di origine cinese, ma nei dibattiti non ho mai sentito parlare di loro, che pure rappresentano il futuro di Prato, e questo è preoccupante se a fare questa dimenticanza è qualcuno che aspira ad essere il primo cittadino.

Mi sarebbe piaciuto poter illustrare le soluzioni che in altre città d’Europa e d’Italia sono state adottate con successo e grazie alle quali, per esempio, a Parigi un cittadino di origine cinese ha vinto il premio Nobel per la letteratura per il suo paese di adozione.

Avrei voluto parlare delle centinaia di studenti cinesi o di origine cinese che studiano alla Bocconi di Milano, mentre a Prato si deve affrontare il problema degli abbandoni scolastici negli istituti tecnici da parte di altri studenti loro connazionali, o analizzare insieme come il comune di Roma affronta il problema delle insegne bilingue e le misure che sono state adottate, di concerto con la comunità cinese locale.

Tutto questo non è stato finora possibile e me ne rammarico, soprattutto per la ricchezza del dibattito cittadino, ma rinnovo in questa sede la mia disponibilità a parlarne e discuterne con tutte le persone di buona volontà che vogliano aprire un dialogo per ricercare insieme le soluzioni migliori per Prato.

Un saluto,

Marco Wong

Caro Marco,

Sono anch'io canditato al consiglio comunale di Prato con Sinistra e Libertà.

Quello che dici purtroppo non corrisponde al vero. Probabilmente tu, per il fatto che vivi a Roma sei lontano dal reale contatto con Prato. In questa campagna elettorale si è parlato tanto della comunità cinese e, ti garantisco, non soltanto in termini negativi. Io so perfettamente che un terzo dei bambini che nascono a Prato è di origine cinese e sto apprezzando lo sforzo della intera comunità cinese nel sostenere ed aiutare le attività della Asl nel settore della neonatologia, e in tutta l'area materno infantile.

Conosco gli sforzi di tanti imprenditori cinesi che ormai ritengono prioritario muoversi all'interno delle norme civili e fiscali, e che stanno diventanto un importante punto di riferimento all'interno non solo della comunità cinese.

E conosco anche tanti giovani cinesi di Prato che studiano con profitto all'università di Firenze e che stanno costruendo il necessario ponte culturale fra la comunità italiana e cinese.

Io credo che nel futuro di Prato ci saranno sempre più cinesi nei posti chiave della città, come d'altra parte sta già avvenendo in altri paesi, forse un tantino più avanzati dell'Italia. E ciò potrebbe rivelarsi utilissimo per l'economia e per la cultura cittadina.

Purtroppo, e me ne devi dare atto, ci sono tanti tuoi connazionali che vivono in situazione di illegalità, che preferiscono pagare multe "una tantum" piuttosto che mettersi in regola, che non ritengono neppure importante imparare la lingua italiana.... E l'integrazione, come sai benissimo, deve passare attraverso il rispetto reciproco ed attraverso l'osservanza delle leggi.

Caro Marco, lo sforzo di integrazione deve essere anche e soprattutto sostenuto dai tuoi connazionali e non soltanto preteso dagli italiani, che ti garantisco, non hanno mai avuto problemi ad accogliere persone provenienti da altri paesi, per vivere in condizioni di legalità.

Ed è questo il pensiero di tanti pratesi, che ogni giorno mi capita di ascoltare in questa "pazza" campagna elettorale................

Saluti

Evaristo Ricci

 

 

 

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