Intervento al Congresso regionale di SEL Toscana - di De Angelis Nicoletta Anna


By Adelaide - Posted on 03 febbraio 2011

Livorno 22-23 gennaio 2011

Intervento al Congresso regionale di SEL Toscana

Compagne e compagni,
per me è importante rivolgere un ringraziamento alla segreteria uscente e al suo Coordinatore Giuseppe Brogi, per l’impegno assunto e profuso in questo ultimo anno. Soprattutto voglio ringraziarlo per essersi impegnato, per altro a titolo completamente volontaristico, nella gestione di un “futuro” partito in un momento difficile, costellato da dubbi. Quando in pochi credevano in SEL e nel suo potenziale Giuseppe si è prodigato nella difficile operazione di riconquista della fiducia e della speranza. Giuseppe è riuscito, per di più, a tenere unito un partito allo stato nascente anche dopo i risultati delle elezioni regionali. Ma su questo punto non voglio dilungarmi perché Giuseppe ha spiegato tutto molto bene nella sua relazione, che per altro valuto esaustiva e completa.
Per essere chiara e precisa divido il mio intervento in tre punti.
Prima di tutto vorrei condividere con la platea congressuale la necessità di conoscere le Politiche sull’immigrazione della Regione Toscana. Vorrei sapere a che punto è giunta la discussione sui Centri di identificazione ed Espulsione (CIE). Naturalmente voglio sottolineare con forza la completa adesione del coordinamento pratese alla posizione espressa da SEL nazionale. Una sua posizione chiara che riassumo nel “NO ai CIE”. Occorre una posizione netta ed esaustiva poiché riteniamo che non esistano CIE “umanizzati”. Sul nostro territorio il “NO ai CIE” si declina con un NO alla politica di repressione della giunta di destra della città di Prato.
Prato è una realtà con una forte percentuale di immigrati, alla fine del 2009 gli immigrati a Prato erano 31.450, il 12,9% di stranieri sul totale della popolazione (dati dell’ASEL osservatorio della Provincia), seconda città dopo Brescia. Bisogna stare attenti a non seguire la destra sul proprio campo. Noi proponiamo l’unica alternativa civile possibile ovvero la promozione di reali politiche d’integrazione. Occorre partire dalle seconde generazioni di immigrati, investire nella scuola e nella formazione. Occorre promuovere la cultura dell’uguaglianza ed incominciare a parlare esclusivamente di cittadini, di uomini e donne. Diventa cruciale, quindi, distribuire realmente lo status di cittadini a tutti gli uomini e a tutte le donne, bisogna fare una lotta per l’estensione del diritto al voto. Questa è una battaglia di sinistra, è una nostra battaglia. Gli stranieri non sono, infatti, una realtà virtuale o una categoria sociologica: sono uomini e donne in carne ed ossa, che amano, soffrono, ridono, piangono, si divertono, sono persone.
Sul territorio pratese abbiamo già esempi virtuosi di un atteggiamento positivo. A Prato una associazione composta da giovani dai 20 ai 25 anni, Assemblea Libertà è Partecipazione, ha organizzato dei Gruppi di conversazione e socializzazione.
Dall’esempio delle buone prassi politiche mi collego al secondo punto: la DIGNITA’ dei lavoratori. Non ha senso l’esistenza di un partito che si dichiara di sinistra se non pone al centro della sua azione politica una vera e seria politica sul lavoro. Tenendo presente che non si può parlare di lavoro se non tutelando i diritti. Il nostro pieno appoggio alla FIOM non è una presa di posizione d’ufficio, perché la difesa dei diritti è nel nostro DNA di sinistra. È l’essenza del nostro essere, agire, sognare.
Ritorno a Prato e alla crisi che ormai da anni ha colpito il distretto tessile e il suo indotto. A Prato non ci sono grande aziende e grandi vertenze, ma in 10 anni Prato ha perso quasi il 50% della sua occupazione tessile. Più di 1/3 dell’occupazione residua è sostenuta dai vari ammortizzatori sociali e tanti sono passati o passeranno in questo 2011 dalla condizione da cassintegrato a disoccupato. Prato ha la più alta incidenza in Toscana di disoccupati in rapporto alla forza lavoro. Noi di SEL, in coalizione con tutto il centro sinistra, dobbiamo cercare delle soluzioni, avanzare delle proposte che vadano oltre gli ammortizzatori sociali.
Abbiamo un’idea di futuro che non può prescindere dalla green economy. Bisogna dare una risposta politica ad una destra che per la prima volta dopo 60 anni governa la città a partire dall’emergenza economia ed occupazione. Il sindaco imprenditore di destra, Roberto Cenni, ha fallito proprio sui tre punti con cui ha vinto le elezioni elettorali: imprenditorialità (caso Sasch), del blocco del flusso migratorio (assurda soltanto l’idea), pratesità (da presidente fondazione cassa di risparmio a svenditore della stessa). SEL Prato ha chiesto ai capigruppo consiliari in comune (in cui non abbiamo rappresentanza), alla luce dell’evidente fallimento politico di cui era semplice fare una corretta previsione, di presentare una mozione di sfiducia al sindaco. Ma i partiti di opposizione non hanno risposto formalmente, preferendo l’imbarazzo del silenzio all’agire della buona politica. Cosa fa l’opposizione? attende.
Ultimo punto che mi fa piacere affrontare: il valore di un partito.
I partiti attuali sembrano l’esatto rovescio dei luoghi di condivisione e di solidarietà su cui la politica dovrebbe fondersi. Le politiche neoliberiste degli ultimi 20 anni hanno posto lo sgretolamento del tessuto sociale, esaltando la libertà dell’individuo a scapito della dimensione collettiva. Con una sudditanza ai modelli e ai consumi imposti dal mercato, che ha come conseguenza l’aumento dell’impotenza collettiva e la rabbia verso l’alterità al primo cenno di crisi economica. Da qui deriva la tormentosa sfiducia che ha caratterizzato le ultime elezioni con percentuali altissime di non votanti. Si fa sempre più urgente la necessità di dare il giusto spazio alla collettività e ridefinire la libertà individuale partendo dall’impegno collettivo. La politica, in breve con uno slogan, deve ritrovare il suo spazio. Sinistra ecologia libertà nasce controcorrente cioè come portatore di buona politica, di una riforma della politica. Fatti e movimenti politici vivi e innovativi continuano a nascere in piazza, sottoforma di comitati permanenti, e sul web (come ha ricordato già Giuseppe nella sua relazione). A questi bisogna guardare assumendo la posizione dell’ascolto, fornendo loro agibilità politica che possiamo garantire tramite assessori e i consiglieri comunali che ci rappresentano sul territorio, trasformando le istanze in proposte, in azione politica, in lotta ed espressione democratica. I rapporti con gli altri partiti della coalizione debbono essere improntati sulla reciprocità. Non possiamo permetterci di rincorrere i nostri alleati ma dobbiamo sforzarci di proporre le nostre istanze. Le nostre domande sono di equità e giustizia. Crediamo che tra hai i compiti di SEL ci sia quello di allargare la base della discussione politica a sinistra. Occorre coinvolgere i cittadini in una visione collettiva. Occorre allearsi con i precari, con le donne escluse dal mercato del lavoro con l’immigrato che vive la propria marginalità a partire dalla solitudine sul lavoro o nella ricerca di una casa.
SEL deve sobbarcarsi l’onore di rappresentanza la novità per lessico, azione e attrattiva, tanto da riportare il popolo della sinistra a sperare che il proprio voto abbia il senso della buona politica. Quella politica che sta fuori dai vecchi schemi di posizionamento, che no si preoccupa della collocazione dell’amico e del simpatizzante nel sottobosco della bassa politica, che no ricerca il posto al sole. Dobbiamo, in poche parole, dare voce e rappresentanza a chi oggi, come alle ultime elezioni, non si riconosce nell’attuale panorama politico e che vuole ritrovarsi parte attiva di un progetto credibile e alternativo per il governo dei territori. Dobbiamo dare speranza di partecipazione, impegno e passione politica.
Volevo sottolineare un ultimo aspetto tra di noi non esistono compagni/e di serie A e di serie B, abbiamo tutti lo stesso valore e quello che conta è l'impegno di ciascuno/a per SEL. Nessuno può avere un ingresso privilegiato. La costituzione di un nuovo soggetto politico basato su una buona politica inizia anche dal valorizzare le compagne e i compagni per quello che riesco ad offrire ora e per il futuro a SEL.
Buon congresso a tutti, ci vediamo a sinistra.

 

Nicoletta Anna De Angelis