I primi risultati del Town Meeting sul piano strutturale
Riconvertire le vecchie fabbriche in luoghi di pubblica utilità, dotare il centro storico di nuovi spazi per attività culturali, investire di più sull’edilizia residenziale sociale, aumentare i controlli di polizia e potenziare i trasporti pubblici (i bus soprattutto).
Ecco alcune delle indicazioni più rilevanti fornite dai 140 cittadini pratesi che sabato 28 marzo hanno partecipato al Town meeting, l’assemblea nella quale sono stati chiamati a votare e discutere sulle tematiche dello statuto del territorio e del piano strutturale di Prato.
Un’esperienza molto apprezzata da chi ne è stato protagonista, tanto che il 95% dei cittadini ha espresso la disponibilità a ripetere simili iniziative. Mentre almeno il 62% ritiene che avrà una qualche influenza nell’orientare il futuro di Prato.
Il rapporto finale del Town meeting (il primo in Italia su un piano strutturale) verrà reso pubblico il 21 aprile, ma intanto, come ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Stefano Ciuoffo, è già stato possibile cogliere dei risultati inattesi. Come il fatto che oltre il 60% del campione crede nell’utilità dell’integrazione con i nuovi immigrati, anche ai fini dello sviluppo economico, benchè nel rispetto della legalità e chiedendo più sicurezza.
«Se c’è stata una lacuna da parte del Comune - dice Ciuoffo - è di aver pensato che il Town meeting non fosse indispensabile a conclusione del percorso di partecipazione intrapreso, mentre dopo questa esperienza mi rendo conto che era necessario. I cittadini hanno espresso dei giudizi non scontati. Credo che se avessimo fatto una cosa del genere per piazza Mercatale a quest’ora saremmo già ai cantieri». Dal canto suo l’assessore regionale Agostino Fragai, titolare della legge sulla partecipazione, ha sottolineato l’importanza di un rapporto trasparente con i cittadini.
Adesso non resterà che verificare quanto peso avranno le idee espresse dai cittadini nelle scelte del Comune. «I risultati - spiega Ciuoffo - saranno verificabili semplicemente sovrapponendo ciò che i cittadini hanno detto nel Town meeting con le scelte operate dal Comune».
Ma veniamo ad alcuni dei giudizi espressi dai cittadini. L’80% è d’accordo sulla riqualificazione dell’area di via Pistoiese, il 52,7% chiede che nel centro storico gli spazi restaurati vengano destinati ad attività culturali (solo l’1,1% ad abitazioni), il 51% pensa che i bus siano i mezzi da sfruttare per potenziare la mobilità.
Quanto al problema della sicurezza il 30,2% dei partecipanti al Town meeting ritiene che possa essere risolto creando spazi pubblici ospitali, amichevoli e illuminati, mentre un altro 32,3% pensa che debbano essere aumentati i controlli di polizia.
Riflessione
Parto dal fatto che tutti gli strumenti di partecipazione e confronto rivestono un'importanza strategica per ricostruire un'orizzonte di senso per la comunità pratese in particolare e come metodo decisionale in generale. Il Town Meeteng è una parte di ciò di cui abbiamo bisogno. Una parte con pregi e difetti. Il pregio di una sperimentazione partecipativa su uno degli atti più significativi di un'amministrazione (che giustamente non sarà approvato in questa legislatura) ed il difetto della "comunicazione". Per "partecipare" occorre essere informati, diffusamente e consapevolmente. E' su questa parte, fondamentale, che occorre lavorare e fare dei vigorosi balzi in avanti per rafforzare le sperimentazioni degli strumenti di partecipazione utilizzati: per non rischiare che diventino strumenti di deriva populista pseudoreferendaria, in cui si chiamano i cittadini a discutere senza informazione, suggerendo e indirizzando le loro opinioni. Partiamo dalle criticità e dalle potenzialità di una sperimentazione, per guardare avanti e rafforzare la partecipazione: un'orizzonte di ricerca ed un impegno di lavoro strategico rispetto al quale nessuno può più tornare indietro.
Alessio
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