Giunta provinciale: il delirio maggioritario del PD.
L’accordo tra le forze politiche del centro-sinistra che hanno sostenuto Gestri alla presidenza della Provincia prevedeva che la composizione della Giunta fosse annunciata e soprattutto motivata all'interno del tavolo di coalizione prima che fosse resa pubblica.
Questo per rafforzare politicamente la Giunta garantendo, per cinque anni, il convinto sostegno di tutti i soggetti che hanno lavorato in campagna elettorale e per dare vita ad una task-force politico/istituzionale che ricucisse lo sfibrato rapporto con i territori e i cittadini.
Invece, c’è chi l’ha letto dai giornali cosa il Pd pratese stesse facendo.
Siamo d’accordo che il 2.5 raggiunto da Sinistra e Libertà non sia stato un risultato grandioso, ma era la dote promessa. D’altronde un simbolo annunciato a poche settimane dall'avvio della campagna elettorale non poteva puntare molto in alto. Peraltro, l’area politica sintetizzata da Sinistra e Libertà, tra consiglieri e assessori, è comunque presente in cinque comuni su sette dell’intera provincia pratese confermando una buona diffusione sul territorio.
Ma vediamo gli alleati. Idv aveva sbandierato di superare abbondantemente l’8% e invece, in provincia, ha raggiunto il 6, al comune di Prato il 4 e negli altri comuni non ha rappresentanza se non a Montemurlo. Per una forza che ha un grande traino nazionale ed è presente sul territorio dalla scorsa legislatura non è stata una grande performance.
Il Pd, dal canto suo, ha sulle spalle gran parte della responsabilità di aver bruciato i ventinovemila voti di vantaggio che nel 2004 il centro-sinistra aveva rispetto al centro-destra.
La lapidaria conclusione è che il Pd sia attratto dall'autosufficienza quanto la zanzara dalla lampada che la brucerà. Non ci rimane che stare a vedere.
Il parere sulla Giunta, come il dolce, arriverà alla fine.
Alessandro Michelozzi
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