Comunicato Stampa Provincia Prato e il Direttore
Prato 10 maggio ’10
La Provincia di Prato
Anche SEL intende esprimere il proprio punto di vista in merito alle recenti scelte del Presidente della Proivincia: Lamberto Gestri. Lo fa in nome e per conto di quel “tre per cento”di elettori che votando SEL hanno appoggiato l’allora Candidato Presidente, elettori che, se è vero che non rappresentano un grosso bacino di consenso è pur vero che sono risultati determinanti per la vittoria di Gestri, visto che lo stesso è risultato eletto per una manciata di voti in più sull’avversaria di centrodestra. Il Coordinamento provinciale di SEL ricorda che non fu facile convincere quegli elettori a votare un candidato considerato “moderato”, ma lo facemmo convinti che Egli, comunque, rappresentasse un portato di valori connotati da una marcata diversità rispetto al centrodestra.
Ebbene, oggi ci delude e ci amareggia molto constatare con quanta protervia difenda ad oltranza una scelta, quella della nomina del Direttore generale, che è assolutamente indifendibile. Scelta questa, che pur riconoscendo appartenere alle sue prerogative e anche convinti della legittimità stessa, ci pare sbagliata per due ragioni. La prima riguarda il compenso scandalosamente elevato (duecentomila euro!) se rapportato, in tempi di crisi economica, al livello di quasi tutte le altre retribuzioni. Infatti, vale ben dieci volte quella di uno stipendio annuo di un suo dipendente medio, ad esempio un impiegato amministrativo, per non parlare del confronto con quanto guadagnano tanti giovani precari, al cospetto dei quali il “salario” del Direttore entra in un rapporto pari a venti a uno.
La seconda ragione oggetto della nostra critica concerne l’origine di questo speciale Dirigente e cioè la sua provenienza dal privato. A noi appare un teorema tutto da dimostrare quello di chi sostiene che un manager, dimostratosi bravo in azienda privata, sia necessariamente un fenomeno anche al vertice di un Ente pubblico. Anzi, è davvero difficile ricordare qualcuno che in questi casi abbia dato buona prova di se: senza citare il ben noto caso di Cimoli, che dopo aver squassato le pubbliche ferrovie è riuscito ad affossare pure Alitalia, c’è qualcuno a Prato che si ricordi con ammirazione le gesta del “Pentolaio”, City manager del Comune, e che proveniva da una ben nota azienda del nord? Insomma la scelta di Gestri ci appare molto dubbia sul piano politico per via della aleatorietà dei risultati futuri e inaccettabile moralmente per il contesto economico locale, quasi un insulto ai tanti cassaintegrati.
Pubblicato sul Tirreno e il Nuovo Corriere di Prato del giorno 11 maggio 2010.
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