lavoro
Niang, il disperato bisogno di vita ed il profitto
Niang Elhadji era un lavoratore in nero come tanti, troppi. Con il suo disperato bisogno di vita che si scontra tragicamente con il profitto e soccombe.
Niang, a 33 anni, è morto nella civile Toscana, anno domini 2010, schiacciato da un muletto ed ha fatto parlare di lavoro e delle condizioni nelle quali sono costrette migliaia di persone. È così che nel nostro Paese si parla dei lavoratori. Quando lo perdono, il lavoro, e sono costretti a qualche manifestazione estrema. O quando la perdono, la vita, e allora si piangono e ci ricordiamo di cos’è il lavoro oggi.
In attesa della Città Nuova - di Riccardo Cammelli
E’ passata da tempo la stagione della buona messe, è finita l’estate e piombiamo nell’inverno delle piaghe e delle ferite, che ci incurvano e ci fanno cadere accasciati.La terra è ridotta a deserto, un paesaggio scarno e tetro esalta e celebra l’abominio della desolazione. Ciascuno ha perduto il vigore, disfatto dall’indigenza e dalla fame, come un onagro ogni mattino ognuno si desta alla ricerca di un vitto, ed è solo il cespuglio e la radice di ginestra ad offrire il magro raccolto.
Fiat, lettera degli operai di Tychy a quelli di Pomigliano
I lavoratori della Fiat di Pomigliano D’Arco sono chiamati a votare se accettare o meno le condizioni che la FIAT gli ha posto per riportare in Italia la produzione della Panda, attualmente prodotta in Polonia, a Tychy.
Lavoro, Napolitano non firma. Troppi dubbi sull'arbitrato- CGIL - Nichi Vendola
Il presidente della Repubblica stoppa il testo che disciplina i rapporti
di lavoro varato dal governo.
Era previsto che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti
collettivi, si potesse stabilire il ricorso all'arbitro.
Lavoro, Napolitano non firma. Troppi dubbi sull'arbitrato
La soddisfazione della Cgil. Sacconi: "Terremo conto dei rilievi"
12 marzo: SEL sostiene la mobilitazione della Cgil
Lavoro fisco e cittadinanza
cambiare si puo’.
Sinistra Ecologia Libertà invita tutte le lavoratrici e i lavoratori ad aderire allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 12 Marzo, e invita i cittadini a partecipare alle manifestazioni che a Prato avrà luogo a partire dalle ore 9.00 in Piazza San Francesco.
350.000 euro in meno per i dipendenti del Comune o per la città?
Tagli, solo tagli, previsti dall’assessore Nocentini con delega alle politiche del personale per il Comune di Prato.
I 350.000 euro non distribuiti tra i dipendenti del comune appare, di fatto, uno schiaffo dato alla città prima ancora che al personale della macchina amministrativa.
350.000 euro in meno per una città che dovrebbe essere assistita nel rilancio dei consumi e che invece parteciperà ad un ulteriore impoverimento di prospettiva, sono la dichiarazione del disinteresse della destra per la ripresa economica.
Combattere la crisi attraverso il lavoro fisso e diffuso
Prato, città a produzione tessile, sta diventando una città di disoccupati. Tra il 2002 e il 2007 le aziende tessili artigiane con dipendenti si erano già ridotte del 32%, quelle industriali del 21%. Con un naturale calo degli addetti. Nel 2008 il numero dei disoccupati è aumentato del 32%, rispetto al 2007. Gli ultimi dati INPS relativi al marzo 2009, parlano di solo 14.329 dipendenti attivi. I mesi successivi sono stati caratterizzati da una crescita imponente di disoccupati. Un altro dato significativo è il boom della cassa integrazione: per quanto riguarda quella in deroga ad esempio le domande arrivate alla regione Toscana sono state di 3524, da Prato ne sono arrivate il 36,6% del totale e quasi il doppio di Firenze. Prato in sei anni ha perso il 40% della propria occupazione tessile, a fine 2009 è arrivata al 50%.
Comunicato stampa: SEL Prato con gli immigrati
Comunicato stampa
Solidarietà per Rosarno
Lettera aperta alla città
Siamo un gruppo di lavoratori, operai ed impiegati, molti dei quali al momento cassaintegrati, e per noi viene al primo posto il lavoro! Ci siamo incontrati fuori da qualsiasi sede politica o comitato elettorale e abbiamo fatto alcune riflessioni che vorremmo far conoscere e, magari, condividere con i molti che, in questo momento, soffrono il nostro disagio e hanno provato lo sdegno da noi provato.
Chiude Rivatex mentre qualcuno pensa di farsi una banca in casa
Chiude Rivatex, rifinizione conto terzi di Vaiano e da oggi altri 52 nuclei familiari saranno in estrema difficoltà. Un colpo basso all’occupazione della vallata e al suo tessuto sociale.
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