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Sinistra Ecologia Libertà Toscana
Aggiornato: 59 min 27 sec fa

SEL: indispensabile un’ampia convergenza di tutte le forze di progresso per la difesa dei diritti dei lavoratori e una diversa politica economica

Dom, 02/19/2012 - 11:57

Nel mese di dicembre è stata approvata una manovra iniqua e recessiva. Un ulteriore colpo sferrato contro chi la crisi l'ha sin qui duramente sopportata e pagata: i lavoratori dipendenti, i pensionati, i precari. Reintroduzione dell’Ici, diventata IMU. Aumento dell’IVA e del costo dei carburanti. Tagli allo stato sociale. Blocco dell’indicizzazione delle pensioni e introduzione del metodo contributivo, con pensioni più leggere. Aumento dell’età pensionabile con possibilità di continuare a lavorare sino a settant'anni, in barba al ricambio generazionale. Di contro i grandi redditi e i patrimoni non sono stati minimamente scalfiti. Si sarebbe potuto e dovuto approntare una patrimoniale seria. Aumentare progressivamente l’Irpef per i grandi redditi. Recuperare i 15 miliardi stanziati per acquistare aerei militari, che non ci servono. Portare a compimento il concordato fiscale con la Svizzera che sarebbe valso circa 5 miliardi di euro. Si è scelta, invece, l’ennesima macelleria sociale.

Adesso la predisposizione di una riforma del mercato del lavoro basata sulla ‘novella’ che maggiore flessibilità in uscita, ossia la possibilità di licenziare quando meglio si crede, significa sviluppo economico e industriale, quindi nuove opportunità di lavoro. Mentre, invece, flessibilità significa senz’altro bassi salari, obbligo al risparmio, riduzione dei consumi e, di conseguenza, recessione. L'OCSE documenta che l'Italia (indice 1,77) è già uno dei paesi (media mondiale indice 2,11) con minor rigidità nei licenziamenti individuali, sensibilmente distante dalla Germania (indice 3,0), paese leader in Europa. Togliere l’art. 18 o procedere a una sua "manutenzione" significa soltanto voler determinare una maggiore sottomissione del lavoro al comando dell’impresa e insieme scardinare un diritto di civiltà.

SEL non è d’accordo. C'è un solo modo di uscire dalla crisi, ed è esattamente opposto a quello indicato dal Governo Monti. Occorre un nuovo modello di sviluppo sostenibile incentrato sul superamento della precarietà nelle sue plurime e disparate forme. Consentire alle persone di immaginare e costruirsi un futuro. Assicurare loro il diritto a un lavoro stabile e sicuro. Rafforzare ed estendere gli ammortizzatori sociali. Riequilibrare la forbice della ricchezza potenziando lo stato sociale. Garantire un reddito che rilanci i consumi e insieme permetta di scegliere ed esercitare ovunque la democrazia, a partire dal luogo di lavoro, senza il peso di ricatti. Investire nella cultura, nella ricerca e nell’innovazione.

Per far questo occorre abbandonare le consuete ricette del neo-liberismo, caratterizzato da un’economia di cartapesta e una speculazione incontrollabile che stanno portando il mondo alla catastrofe. SEL dice no alla lettera della BCE e alla sua pedissequa attuazione anche nel nostro paese. Non è assecondando il liberismo e le sue istituzioni che si esce dalla crisi economica. Occorre invece riconoscere la centralità del lavoro e i diritti dei lavoratori. Creare nuova occupazione investendo risorse per una riqualificazione ecologica dell’economia, ammodernando le infrastrutture e impegnandosi a fondo nella cura e nella manutenzione del territorio e dell'ambiente. Progettare e realizzare nuovi prodotti ecologicamente sostenibili. Questa è la strada maestra per uscire dalla crisi economica.

Per questo SEL è al fianco della FIOM e della CGIL e auspica un’ampia convergenza del fronte sindacale, politico e di tutte le forze di progresso, nella difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per la riconquista del contratto nazionale e per la democrazia nei posti di lavoro, ridando ai lavoratori il diritto di decidere su accordi e contratti che li riguardano.

Alberto Bozzi

Coordinatore comunale Sel Pisa

Lettera aperta – Il valore della partecipazione

Dom, 02/19/2012 - 11:37

Scriviamo alla Segretaria del PD di Prato, che come noi il 13 Giugno scorso era in piazza del Comune a festeggiare la vittoria del referendum, che ha anche rappresentato la più grossa sconfitta del governo Berlusconi dal 1994. Questo è il punto di passaggio fondamentale che ha aperto la strada alla caduta della sua popolarità e in parte ha contribuito anche alla caduta del suo governo.

Non dobbiamo difendere il valore del lavoro del Consigliere Donzella, ci penserà anche più propriamente l'Italia dei Valori, ma il fatto che in consiglio comunale il PD abbia votato contro la mozione che chiedeva l'applicazione dei risultati del referendum sull'acqua non ci pare assolutamente una scelta sensata.
Non è ancora tempo di campagna elettorale ma riteniamo necessaria una riflessione sui contenuti su cui creare una scelta vincente. La facciamo a te, perché la sinistra rischia di perdere il senso del prossimo appuntamento elettorale se non valorizza ed assume in senso pieno il risultato politico e di partecipazione popolare a quei referendum. Concretamente parlando sarebbe profondamente sbagliato presentarsi a quell'appuntamento partendo solo dal risultato del 2009 di Massimo Carlesi (i 42.996 voti con cui ha perso), o di Lamberto Gestri (i 42.896 che invece ha vinto, ma non a Prato) senza pensare a come raccogliere i 76.742 che hanno votato si al primo quesito e dai 77.354 si al secondo quesito dei referendum sull'acqua. Questo risultato politico è alla portata della tradizione politica della sinistra in questa città. Puntando alto vinceremo, e non di misura, ed oggi ci sono tutte le condizioni per rendere questo obiettivo possibile.
Questo risultato politico avrebbe bisogno di essere rappresentato da subito nel governo e nella pratica amministrativa che gli eletti compiono, il nostro popolo questo ci manda a dire nelle recenti consultazioni elettorali e nei processi di elezioni primarie. Stanco di una sinistra che non raccoglie i messaggi che vengono dal basso e governa in modo autoreferenziale.
I risultati referendari pongono due questioni di sostanza che devono trovare spazio nei programmi elettorali dei candidati alle primarie e a sindaco: la prima riguarda la proposta di ripubblicizzazione completa di Publiacqua, la seconda la necessità di abolire i dividendi della società di gestione del servizio idrico integrato. Gli utili della gestione del servizio, laddove vi siano, devono servire per rinvestirli nel servizio stesso ottenendo così una riduzione dell'aumento previsto delle bollette dell'acqua causata dagli interessi sugli investimenti effettuati.
Questo è un punto programmatico che come SEL vogliamo portare al tavolo della coalizione ed un punto che ci pare irrinunciabile. Questo proponiamo per Prato, ma anche per il prossimo appuntamento elettorale sicuro che è quello di Poggio a Caiano.
Ma tornando a Prato chiediamo di individuare un/una candidato/a a Sindaco che già dal processo delle primarie possa rappresentare forte caratteristica di rinnovamento, un profilo di forte rilancio della città. Queste possono essere alcune delle condizioni perchè la nostra coalizione sia vincente, archiviando una volta per tutte questa legislatura che sia avvia a finire in modo anticipato ed ignominioso.

Il coordinamento di Sinistra Ecologia Libertà Prato

9 marzo: sciopero di otto ore dei metalmeccanici con manifestazione a Roma.

Sab, 02/18/2012 - 18:07

Il comitato centrale della Fiom ha approvato all'unanimità lo stop dei metalmeccanici come ha proposto il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini. Via libera anche all'assemblea nazionale dei delegati che si terrà sabato 18 marzo. La mobilitazione riguarda la vertenza Fiat e la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.  Un documento spiega le ragioni della protesta: «Va respinta ogni manomissione all'art. 18». Occorre «ridurre la precarietà, estendere i diritti, la tutela del reddito e gli ammortizzatori sociali a tutte le imprese, impedire le discriminazioni di genere e rimettere in discussione gli ultimi inaccettabili provvedimenti sulle pensioni, comprese le garanzie per l'accesso alla pensione delle persone coinvolte in accordi di ristrutturazione e di crisi». La Fiom invoca un «piano straordinario di investimenti pubblici e privati per un rilancio del nostro sistema industriale». Poi il contratto nazionale: «La riconquista del Ccnl passa attraverso una reale democrazia nell'esercizio della rappresentanza e nell'affermazione delle libertà sindacali e in tutti i luoghi di lavoro a partire dalla Fiat».    La Fiom intende «contrastare le scelte della Fiat e di Federmeccanica di messa in discussione dei diritti e della Contrattazione collettiva». Rispetto al governo la Fiom considera «non accettabili e sbagliate le scelte che si rifanno all'applicazione della lettera della Bce che tagliano lo stato sociale, privatizzano ed attaccano i diritti nel lavoro». 

Dimissioni in bianco: io non firmo.

Sab, 02/18/2012 - 12:07

Perchè, se firmo la lettera di dimissioni in bianco quando mi assumono, perdo la libertà di lavorare senza ricatto, diventare madre quando voglio, esercitare il diritto di sciopero, curarmi se mi ammalo.

Cara amica,

siamo alla ricerca di 188 donne autorevoli e determinate a difendere la dignità e l'autonomia femminile. Stiamo infatti chiedendo alla Ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero di ripristinare la legge 188 del 2007 che impediva la pratica delle finte dimissioni volontarie, le dimissioni “in bianco”,fatte firmare al momento dell'assunzione  per essere utilizzate quando quel lavoratore avrà una lunga malattia,quella lavoratrice si sposerà o all'inizio di una gravidanza. E' una pratica che colpisce soprattutto le giovani donne e  che si può considerare, in termini generali, un abuso contro lo Stato di diritto.

Ci teniamo a ricordarti tre cose:

1) la legge non rappresenta un onere economico per la collettività e può essere applicata, utilizzando le tecnologie informatiche, con procedure semplicissime;

2) fu approvata da un arco ampio di forze politiche, ma subito abrogata dal governo Berlusconi nel maggio 2008;

3) proseguire nell'assenza di una norma può spingere  i datori di lavoro più spregiudicati a perseverare nell'ingiustizia.

Quattordici donne, diverse tra loro per esperienza professionale e orientamento politico, hanno avviato la campagna. Ora per spuntarla abbiamo bisogno della tua firma, con le tue convinzioni e la tua autorevolezza.

Appello "188 donne per la legge 188/2007" (promotrici e prime adesioni)

Comunicato stampa

Ordine del giorno approvato dalla Commissione regionale pari opportunità della Toscana formato doc formato pdf

Il volantino della rete toscana

Un piccolo grande giornale

Sab, 02/18/2012 - 11:58

Cari compagni del Manifesto,

anche in Toscana questo giornale è stato, fin dall’inizio, un punto di riferimento forte per tantissime persone e per tutta la sinistra. Come non è vero che “tutti i partiti sono uguali” (alla faccia di un pericoloso populismo che si riaccende), così non tutti i fogli sono uguali. Oggi più che mai abbiamo bisogno di voi. Chiediamo a tutti i compagni di Sel, in tutti i modi che possono, di dare sostegno al giornale. Ci auguriamo che intorno al Manifesto si levi una forte mobilitazione. Noi ci siamo. 

Coordinamento regionale Sel Toscana

Il sito http://www.ilmanifesto.it/

Pagina facebook http://www.facebook.com/ilmanifesto

"Il piccolo grande uomo" Dustin Hoffman per "il piccolo grande giornale"

Facce di bronzo

Ven, 02/17/2012 - 14:27

Il Sindaco Cenni dichiara che il curatore fallimentare Dr. Evaristo Ricci dovrebbe rinunciare al suo incarico in quanto è stato candidato al consiglio comunale di Prato nelle liste di SEL nel 2009. Cenni e i suoi attaccano il solo Ricci per la sua esperienza di candidato indipendente, come se questo fatto screditasse l'operato dell'intero collegio di curatori fallimentari, di orientamento politico eterogeneo, che agisce ovviamente a esclusiva tutela dei creditori (tra cui i dipendenti della SASCH) e dietro approvazione del giudice.
Il Presidente del Tribunale ha già risposto esaurientemente alle insinuazioni di Cenni e dei suoi scherani (in primo luogo il deputato PDL Riccardo Mazzoni) richiamando per il Dr. Evaristo Ricci  concetti presumibilmente ignoti alla destra pratese quali la professionalità, il merito, la sobrietà e la correttezza. E poi, perché un peso e due misure?
Perché Cenni e Mazzoni non si sono espressi sull’altro curatore fallimentare, Castoldi, che lavora in studio con l’esponente PDL Luchetti?
Tutto questo baccano ha lo scopo evidente di sollevare un polverone che distragga l'attenzione dal merito della condotta imprenditoriale di Cenni e soci.
Alla pubblica opinione e ai pratesi onesti spetta il giudizio su un sindaco che invita alle dimissioni i curatori fallimentari e non ritiene di dover spiegare agli elettori i fatti di cui è stato protagonista e, lui sì, dimettersi.

La Coordinatrice SEL Prato
Nicoletta Anna De Angelis

Ieri la precarietà, oggi la vita

Ven, 02/10/2012 - 19:25

Il manifesto contro la precarietà di Sinistra Ecologia Libertà. Precarietà nell'accesso al lavoro. Precarietà nel lavoro. Precarietà nell'uscita dal lavoro. Restituire autonomia e libertà alle persone. Dove si trovano le risorse. Le nostre proposte. Un tempo era argomento per sociologi del lavoro, economisti, giuslavoristi. Discussione accademica per professori che predivano il futuro. Oggi la precarietà è la drammatica realtà quotidiana di tutt*, giovani e non, donne, migranti, dei milioni di disoccupati, di chi ha contratti a tempo o saltuari, di chi è “a scadenza” come cibo da supermercato. In questi anni, in Italia e non solo, i diritti sociali e del lavoro sono stati progressivamente sacrificati sul piatto e nel nome della competizione globale e dell’abbattimento dei costi.

Il "Manifesto contro la precarietà" nasce dalla convinzione che la lotta alla precarietà in tutte le sue forme debba essere punto di partenza necessario e imprescindibile per la costruzione dell’alternativa, a partire da una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali più inclusiva, che non contrapponga i diritti acquisti a quelli invisibili. Una riforma che ponga al centro il tema della giustizia sociale e del reddito. Dobbiamo ricomporre il puzzle dei diritti frammentati o assenti per sostenere l’autonomia delle persone, il valore del lavoro, la loro libertà. E’ questo il compito da cui ripartire, la sfida che ci siamo posti, agendo su più livelli. E' l’inizio di un percorso che vogliamo intraprendere e che ci porterà nei prossimi mesi ad attivare momenti di ascolto e confronto con soggetti diversi, con i sindacati, le associazioni, i lavoratori, precari e non, con chi vorrà partecipare e dire la propria.

Scarica il documento con le nostre proposte

 

Per il reddito di cittadinanza per il diritto all’esistenza

Ven, 02/10/2012 - 10:25

Sabato 25 febbraio – ore 10/16

Circolo Arci SMS Rifredi, Via Vittorio Emanuele II, 303 – Firenze

CONCLUSIONI DI NICHI VENDOLA   Intervengono: - Piero Bevilaqua, Docente Storia Università La Sapienza Roma “Reddito di cittadinanza: una risposta sociale al capitale che divora il lavoro”   - Giuseppe Bronzini, Magistrato Consigliere di Cassazione “Reddito di cittadinanza: una proposta per l’Italia e per l’Europa”   - Michele De Palma, Fiom nazionale “Lavoro e reddito: principi e valori”   - Maurizio Franzini, Docente Politica economica Università La Sapienza Roma “Il Reddito di cittadinanza e le disuguaglianze economiche”   - Alfonso Gianni, Comitato scientifico Sel “Le risorse necessarie e le politiche di Bilancio”   - Maria Pia Pizzolante, Portavoce nazionale rete Tilt “Reddito di cittadinanza: una misura per combattere la precarietà esistenziale”   - Claudia Pratelli, Ufficio politiche giovanili Cgil nazionale “Disoccupazione e precarietà: diritti e reddito di cittadinanza per liberare le nuove generazioni e combattere le disuguaglianze”   - Luca Santini, Presidente Bin Italia “Riforma del mercato del lavoro e nuovi diritti sociali”     — Dove si trova il Circolo Sms Rifredi http://www.smsrifredi.it/contatti.html   Scarica l'allegato in pdf
Evento su Facebook  

I diritti non sono una merce

Mer, 02/08/2012 - 16:26

Il 9 febbraio alle ore 18,15 SEL Prato incontra i cittadini al Bar Maddalena in Piazza S.Agostino, per porre l’attenzione su un ambito apparentemente secondario, i diritti civili. Ma che invece danno il senso di civiltà di un paese che non può basare la sua ricchezza solo utilizzando le variabili economiche.

L’affermazione e la tutela dei diritti civili presuppone una lettura laica e progressista della Costituzione italiana, anche alla luce della Carta dei diritti dell’Unione Europea e del Trattato di Lisbona. Solo così sarà possibile dare concreta risposta ai bisogni di una società democratica, egualitaria, moderna, complessa e plurale. All’iniziativa parteciperanno Monica Cerutti del Coordinamento Nazionale di SEL con delega ai Diritti Civili e Cittadinanza, Emanuele Bresci del Comitato Gay e Lesbiche di Prato e Mercedes Frias.

Prato, 08 febbraio 2012 

Democrazia al lavoro: il 18 febbraio a Roma

Mer, 02/08/2012 - 11:09

RINVIATO AL 9 MARZO

Il 18 febbraio la Fiom-Cgil ha indetto una manifestazione nazionale con corteo a Roma aperta agli studenti, ai precari, ai migranti e a tutti coloro che in questi mesi si sono mobilitati in tutta Italia per i beni comuni.

Una manifestazione che punta ancora una volta dopo il 16 ottobre 2010 a riunire chi, come noi, vuol fare del lavoro, della democrazia, dell’ambiente, della difesa e acquisizione di un lavoro stabile, dignitoso e con diritti e della legalità un bene comune.

È inaccettabile la scelta illegittima di Federmeccanica di rinnegare l’ultrattività del Contratto nazionale del 2008, firmato da tutti i sindacati e votato con referendum dai lavoratori, e di togliere le libertà e i diritti sindacali alla Fiom.

È inaccettabile la scelta della Fiat, in aperto contrasto con la Costituzione italiana, di cancellare il contratto nazionale, la contrattazione collettiva, peggiorare le condizioni di lavoro e ledere le libertà sindacali escludendo la Fiom dai propri stabilimenti.

Per questo continuiamo a lottare per sostenere la piattaforma della Fiom, per cancellare l’art. 8 della manovra-bis del governo Berlusconi che consente alle aziende di fare gli accordi con chi ci sta e che impedisce ai lavoratori di potersi organizzare e decidere.

C’è bisogno di un intervento del Governo per garantire i diritti costituzionali in materia di pluralismo e libertà sindacali, c’è bisogno urgente di una legge che garantisca il diritto democratico di validazione dei contratti collettivi e di elezione delle rappresentanze sindacali unitarie.

La manovra varata dal governo Monti per il suo carattere recessivo, l'allungamento dell'età pensionabile, per la cancellazione delle pensioni di anzianità, per un aumento dei prezzi e delle tariffe che riduce al limite il potere di acquisto dei salari e delle pensioni è inaccettabile. Sono altre le misure da prendere per uscire dalla crisi e riportare in equilibrio i conti economici e sociali. L'istituzione di una vera patrimoniale, la lotta contro l'evasione fiscale, la corruzione e l'illegalità sono le vere discontinuità da realizzare insieme ad una azione affinché in Europa si affermi una nuova politica sociale ed economica non vincolata alle indicazioni della Bce, improntata allo sviluppo economico internazionale, con particolare attenzione ai settori industriali, e mirata a un riequilibrio nella distribuzione del reddito.

È urgente il reddito per impedire il ricatto e garantire la cittadinanza innanzitutto alle donne, ai giovani e ai migranti che subiscono per primi gli effetti drammatici di una riduzione della occupazione. È per tutti noi inevitabile contrastare le ipotesi di riforma del mercato del lavoro tese ad aumentare la flessibilità mentre ci sarebbe bisogno di una estensione dell’art. 18 e delle tutele anche per le aziende di piccole dimensioni. È necessario ampliare l’utilizzo dei contratti di solidarietà per impedire i licenziamenti, per ridistribuire il lavoro e non è certo necessario ridurre la durata degli ammortizzatori sociali.

 

 

- per il lavoro

- per riconquistare il contratto nazionale a partire dalla Fiat

- per estendere i diritti e l’occupazione

- per garantire il reddito e la cittadinanza

- per riportare la democrazia al lavoro

troviamoci tutte e tutti sabato 18 febbraio a ROMA

Sito in manutenzione

Gio, 02/02/2012 - 16:23

 

Stiamo aggiornando il sito.

Ci scusiamo per eventuali inconvenienti!

 

 

 

Mauro Romanelli in Sinistra Ecologia Libertà

Gio, 01/19/2012 - 10:29

L'ingresso di Mauro Romanelli in Sinistra Ecologia Libertà è un fatto positivo per Sel e per il governo della Toscana, perché potrà portare al centrosinistra toscano un apporto significativo su diverse e sostanziali tematiche.

Per noi è prioritario individuare un nuovo modello di sviluppo per il nostro territorio che deve mettere al centro la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente come volano di uno sviluppo qualitativo per uscire dalla drammatica crisi che sta producendo pesanti effetti anche sul nostro tessuto produttivo.

Anche in Toscana la più grande opera pubblica può divenire un piano pluriennale per il riassetto idrogeologico, l’adattamento, la messa in sicurezza e la cura del territorio. Oggi più che mai è la manutenzione del territorio e delle città il fattore che può dare benefici all’ambiente, alla qualità della vita, al lavoro, mentre va interrotta l'abnorme espansione della cementificazione che ormai ha raggiunto livelli spaventosi anche nella nostra Regione. Al tempo stesso l’azione amministrativa va ispirata alla cultura dei beni comuni. A partire dall’acqua, bene comune da sottrarre ad una logica mercificante e di profitto e da collocare in un processo di ripubblicizzazione, contrastando le spinte tendenti ad annullare l’esito referendario presenti sia nel governo nazionale che in settori politici e istituzionali locali.

La Regione Toscana deve mettere inoltre in campo politiche più incisive per valorizzare quella vasta rete di piccole e medie imprese a fianco di una tenuta e/o una riconversione di grandi complessi industriali, che scommettono e investono sull’innovazione di prodotto, al fine di metterle nelle condizioni di poter competere in un mercato globale sempre più centrato sulla rincorsa alla delocalizzazione e alla compressione dei costi del lavoro.

L’altra grande emergenza sociale è quella della precarietà, alla quale pensiamo si debba rispondere con strumenti nuovi rispetto al ventaglio dei classici ammortizzatori sociali. Pensiamo ad un  Reddito di Cittadinanza, inteso come “reddito all’esistenza”, affinché tutti abbiano una vita dignitosa e un argine alla intermittenza del lavoro divenuta oramai strutturale per garantire i bisogni primari della persona nei periodi di non lavoro. Un reddito connesso all’accesso a determinati servizi e alla formazione – continua e necessaria – per ogni lavoratore e lavoratrice per non rimanere espulso in via definitiva dal mercato del lavoro e consenta di essere immuni dal ricatto del lavoro a nero o condizioni contrattuali indecenti.

La cultura è un altro di quei grandi settori da cui può ripartire la rinascita della Toscana. E’ fondamentale fare del nostro ambiente culturale un sistema completo e integrato che coniughi tutti i centri culturali e le istituzioni, le eccellenze artistiche in una dimensione europea.

Occorrerà rilanciare con forza anche il tema della partecipazione dei cittadini non UE – i tanti cittadini migranti che contribuiscono alla ricchezza della nostra Regione e alla sua vita politica. Lo stimolo della Regione è in questo senso sarà fondamentale, insieme alle necessarie risorse, al fine di porre in essere una legge nazionale che riconosca finalmente il diritto di voto attivo e passivo.

Infine il grande tema della democrazia nei processi di governo locali, tema riproposto con forza dall’esito del referendum, deve essere affrontato fuori dalla demagogia dell’antipolitica che prima il Governo Berlusconi e ora il Governo Monti hanno offerto. La semplificazione della filiera delle deleghe che crea notevoli sovrapposizioni di competenze tra Enti diversi e di differente grado e il superamento delle regole finanziarie come il Patto di Stabilità sono gli unici presupposti per una seria riforma degli Enti Locali. La risposta agli sprechi delle Amministrazioni Pubbliche non può essere l’accentramento di tutte le funzioni in capo alla Regione, ma una loro razionalizzazione e maggiore aderenza ai concreti bisogni dei territori, pena lo svilimento di quelle autonomie locali di cui è così ricco il nostro tessuto sociale e politico.

Su tutti questi temi potremo contare da oggi in poi sul contributo del Consigliere Mauro Romanelli, che porterà le idee e la voce di SEL all’interno del Consiglio Regionale della Toscana.

COORDINAMENTO SEL TOSCANA

“Riforma del mercato del lavoro e rapporto IRPET”

Mer, 01/18/2012 - 09:56

FORUM Lavoro ed Economia SEL Livorno.

“Riforma del mercato del lavoro e rapporto IRPET” – 11.01.12

Documento conclusivo

Che dalla crisi non si possa uscire come ci siamo entrati, è ormai un fatto,prima ancora che un luogo comune. Il governo Monti è l’artefice ultimo di un nuovo assetto delle relazioni sociali e politiche ma anche istituzionali , i cui effetti negativi già si vedono.

Monti completa, con consensi parlamentari di cui Berlusconi non poteva disporre, la rivoluzione passiva avviata nel trentennio liberista.

Non il lavoro,e il suo prodotto, neanche quello accumulato nel profitto capitalistico, costituiscono il metro di misura del valore sociale, ma la rendita e la speculazione finanziaria; sono gli anni in cui si opera un gigantesco trasferimento di risorse dal lavoro alla rendita,si accresce il divario sociale  a punte scandalose, in cui il salario da variabile indipendente diventa variabile dipendente da una logica di mercato che ci ha portato all'attuale disastro; da allora si apre un divario tra le classi sociali,che sembra non avere ancora toccato il fondo;da allora si afferma che le leggi che tutelano i diritti dei lavoratori sono variabili come il loro salario.

Le politiche di concertazione degli anni '90,portate avanti dal sindacato, hanno avuto il loro limite dell'assenza della sponda politica nel centrosinistra;dentro il quale il lavoro aveva perso di essere il riferimento sociale e valoriale. Le politiche di concertazione hanno guidato la riforma delle pensioni di Dini nel '95 e le politiche contrattuali dagli anni '90 ad oggi;le politiche di Monti  rappresentano uno sfregio ai sacrifici che questa scelta di responsabilità hanno comportato.

 Parlare di flexsecurity in Italia è un imbroglio,ma l' art.18 costituisce un valore civile  nella misura in cui il suo ombrello protegge tutti i lavoratori; nel pubblico impiego si è già introdotto il principio che si può licenziare per motivi organizzativi.A fronte della destrutturazione dei diritti,come si sta realizzando alla FIAT, a cui sta seguendo Federmeccanica,dell’apertura della strada alle newco. del divieto di contrattazione nel pubblico impiego,il contratto nazionale conosce una grave ferita;le battaglie difensive non sono sufficienti.

La storia dell' Italia ci dice che i diritti del lavoro costituiscono il punto di riferimento di tutti i diritti,compreso quello all’unità nazionale; non c’è prato di Pontida,non c’è strillo secessionista, che eguagli quanto Marchionne e la destra fanno contro l’unità nazionale con la liquidazione del contratto nazionale, quanto fa Moretti con la soppressione dei treni notturni che collegano il territorio nazionale.

Attacco al lavoro e attacco al perimetro del pubblico si tengono la mano; le modalità della liquidazione delle Province sta provocando

nella  Amministrazione Provinciale di Livorno fibrillazioni molteplici,la fuga dei granchi al Marzocco, di cui è testimonianza quanto sta avvenendo in relazione al bando del Comune di Livorno per richiedere la mobilità  Si può essere anche felpati professori, ma è il carattere di classe della tua iniziativa che decide se sei un democratico od un eversore.

I dati dell'Istat diffusi nelle scorse settimane sul divario crescente tra salari rimasti. sostanzialmente al palo e prezzi ,ci ricordano che non si esce dalla crisi senza una ripresa della domanda interna.

Gli interessi del lavoro coincidono con gli interessi generali; e gli interessi generali sono tali nella misura in cui hanno al centro la valorizzazione del ruolo sociale del lavoro.

E’ inquietante l’assenza di pathos, di mobilitazione della opinione pubblica democratica che ha accompagnato lo scippo alle pensioni fatto dalla Fornero. Nessuno dei grandi organi di informazione,dei grandi agenti culturali  ha rilevato lo sfregio portato alle aspettative di milioni di cittadini-lavoratori sanzionate da leggi della Repubblica.

E’ altrettanto inquietante che questa sostanziale atonia accompagni

l’ennesima riforma del mercato del lavoro che si pone come punto d’approdo il diritto di licenziare per motivi economici; l’estrema mercificazione della forza lavoro: ti mando in pensione più tardi  per appropriarmi delle tue risorse, nel contempo quando mi costi più dei tuoi venti-trentanni ti posso cacciare e sostituire con carne più fresca ed a minor costo.

Quando Monti mette insieme liberalizzazione dei mercati e riforma del mercato del lavoro lancia un messaggio chiaro:che fra la servitù della gleba che lega il benzinaio al petroliere, tra il privilegio corporativo del notaio e il diritto alla stabilità del posto di lavoro non

c'è nessuna differenza; entrambi sono orpelli,pesi che vanno spazzati via per la gloria del capitale finanziario.

Non c'è memoria di un governo nazionale più ideologico di questo;abbiamo un governo che rende il Manifesto di Marx e di Engels un testo di attualità politica.

E’ la cultura della nostra Costituzione che si colpisce;le ragioni del patto fondativo che hanno tenuto insieme in questi sessantanni la comunità nazionale.. Prima ancora di una risposta sociale,occorre una risposta della coscienza civile e democratica del paese; ma occorre anche una cultura politica conseguente.

 Servono nuove riforme che disboschino la giungla contrattuale portando dalle attuali quarantasei (o trentaquattro che siano) a cinque le tipologie contrattuali (tempo indeterminato, apprendistato,contratto di inserimento,un rapporto a termine e part time) e che garantiscano un salto di qualità democratica; è impossibile parlare di un nuovo mercato del lavoro senza fissare per legge i criteri della rappresentatività sindacale ed è esercizio retorico parlare di ammortizzatori sociali universali senza  mai chiarire il grado di copertura di questi eventuali assegni né dove si andrebbero a prendere le risorse per finanziarli.

 

L'apertura sul quadro nazionale non è ossequio ad una liturgia retorica,ma perché con questa cultura liberista dobbiamo fare i conti anche nella nostra realtà.

Abbiamo l'obbligo di capire quanto il combinato disposto tra crisi economica e finanziaria e crisi culturale abbia inciso e incida da una parte sulla natura e composizione dei partiti,sulla loro ispirazione ideale culturale dall’altra  sulla stessa cultura di governo locale: dalla  piatta adesione all'anarchia degli orari commerciali,in una città in cui non si riesce ad imporre l'apertura pomeridiana del Mercato centrale, agli orientamenti non sempre lineari dell' Autorità Portuale , ad una gestione delle politiche del lavoro e della formazione che resta inadeguata, all'indicazione nel Bando del Comune della mobilità prima ricordato che non si vogliono lavoratori “con prescrizioni alla

loro mansione”,alla gestione delle politiche del lavoro.

La crescita di 1 punto di PIL rappresenta solo una scintilla nel mare della stagnazione-recessione in cui versa il sistema nel suo complesso;una inversione di tendenza non avvenuta grazie alla risoluzione di problemi preesistenti,ma per cause esterne. Tuttavia questo punto ci offre una indicazione degli elementi di forza o di minore debolezza su cui puntare.  La domanda proveniente dall'esterno ha trovato una risposta nel sistema delle grandi imprese;

 Livorno risulta tra i primi 8 sistemi locali toscani in questo campo grazie sopratutto ai prodotti petroliferi raffinati e dei mezzi di trasporto. Il contributo del manifatturiero si verifica determinante nel comparto della raffineria,chimica e gomma da un lato ed in quello della metalmeccanica dall'altro. Accanto a questi settori tra i servizi emerge quello del trasporto,magazzinaggio e logistica e quello dei servizi alle imprese.

Il Rapporto IRPET  constatata che le importazioni sono stimate in crescita per tutti i territori,compreso il nostro; il fatto che le imprese del sistema locale non siano capaci di soddisfare la domanda interna viene attribuita alla loro percezione che la crisi non sta affatto alle spalle; il ridotto potere d'acquisto delle famiglie, da una parte,e dell'amministrazione pubblica dall'altra portano alla riduzione della spesa per investimenti . Costituisce  elemento di ossequio al pensiero dominante, annoverare tra gli elementi di debolezza del territorio la mancata riforma del mercato del lavoro nel senso della sua maggiore precarizzazione;invece che individuare in quanto di precario già esiste

la causa della caduta della domanda interna.

Si conferma anche per quest'anno come la crescita del valore aggiunto

sia superiore a quella del  lavoro impiegato nella produzione;gli obiettivi produttivi vengono perseguita  mediante il minore ricorso al fattore lavoro : investimenti di processo da una parte,sfruttamento dall' altra.

 Il Rapporto offre gli elementi per una scansione dell'azione politica e di governo. Emergono come centrali il ruolo della Raffineria ENI,  della componentistica e della logistica; emergono, insieme alle conseguenze della dissennata politica economica dei governi nazionali,quelle legate ai colpevoli ritardi delle Amministrazioni locali nell'opera di programmazione. Non abbiamo indirizzi di politica energetica che consentano insieme alla necessaria conversione del sistema produttivo l'allargamento della sua base economica ed occupazionale. Il dibattito sulla proposta di Piano regolatore del Porto ha rischiato di impantanarsi  in atteggiamenti di insofferenza verso le prospettive che l'esistenza dei Bacini offrono, piuttosto che nello sforzo di tradurre questa dote in concreta occasione di occupazione . Azimut- Benetti resta ancora una occasione di sviluppo non pienamente colta;la WASS, che sta attraversando un delicato momento nel contesto del gruppo Finmeccanica in cui opera,va ancora più radicata nel territorio; Rossignolo è disperso?.Con Pisa invece che confrontarsi su una politica che valorizzi i comuni interessi di sviluppo infrastrutturale dell'area della Costa,abbiamo acceso una  polemica sull'insediamento di Ikea;le difficoltà che ci hanno posto loro per il raggiungimento dell'accordo sulle porte vinciane,ci hanno ricordato quelli che sono gli interessi prioritari da tutelare. A proposito, Ikea ha fatto sapere che intende reperire il proprio personale in un raggio che comprende anche l'area livornese: qualcuno ha avviato un rapporto con l'Azienda?

Due notazioni positive:

- sembra avviata a soluzione la  questione dei collegamenti ferroviari del nostro Porto con l'Europa e

-l' accordo di Del Monte conla CPLper lo sbarco di frutta,operazione quest'ultima che allevia, ma non risolve, il colpo conseguente all'abbandono di Dole.

Due fatti che confermano la giustezza di puntare  sul carattere commerciale, e industriale, del Porto come scelta prioritaria ai fini dello sviluppo economico e occupazionale di Livorno e della Toscana

Resta aperto l'obbligo di dispiegare,accanto alla politica di governo, una iniziativa imprenditoriale che faccia della logistica integrata  occasione di nuovo manifatturiero e con esso di nuova occupazione.

 Livorno è brava a misurare la febbre del sistema ;lo sport preferito resta sempre quello di rincorrere le emergenze e meglio se queste possono offrire il destro a qualche nuova variante urbanistica.

Da ventanni a questa parte l'urgenza delle crisi pare un macigno sulla strada della programmazione.

Senza necessariamente pensare che l'erba del vicino è sempre più verde, ma la differenza tra noi e Pisa si è cominciata a scavare quindici anni or sono quando Pisa fece dei Patti territoriali l' occasione per avviare la programmazione del proprio sviluppo.

Parte il nuovo Piano strutturale,con ritardo di anni, e non si riesce di cogliere una idea,un nucleo progettuale attorno cui innervare lo strumento programmatorio. Si è persa la straordinaria occasione di predisporre contestualmente Piano Strutturale e Piano Regolatore Generale del Porto.

 Noi abbiamo molte situazioni di criticità aperte sul nostro territorio che richiedono  di essere affrontate partitamente ma quello che serve è ricondurre queste situazioni ad un quadro di insieme,unitario,che ispiri da una parte il disegno di governo da portare avanti,dall'altra anche la piattaforma da portare sui tavoli di governo regionali e nazionali.

Iniziativa di lotta e iniziativa di governo sono inscindibili.

Per questo è da irresponsabili, manifestazione del peggiore localismo

andare a cercare motivi di frizione con il Governo regionale.

 Se  l'obiettivo principale è l'occupazione,dobbiamo guardare all'area Livorno-Collesalvetti come un sistema unico che fa perno sull'integrazione porto-logistica-manifatturiero-servizi.La Livornomoderna nasce attorno al suo porto, il suo sviluppo industriale nasce dal suo porto. Il rilancio del manifatturiero,di un nuovo manifatturiero, a favore dell' occupazione, non solo per la nostra area, ma perla Toscanaparte dalla capacità di rinnovare questa vocazione. Questo è uno degli assunti più felici della stesso Piano regionale di sviluppo.

Si è aperto da alcuni mesi un dualismo tra attività commerciali del porto e attività crocieristiche che seguiamo con qualche    preoccupazione.

Il combinato disposto tra i pesanti ritardi nell'adeguamento infrastrutturale del porto (fondali, collegamenti ferroviari ecc.), la delicata situazione che attraversala Compagnia Portuali, la domanda di banchine per il crocierismo di MSC  mettono in discussione il carattere commerciale del Porto.

Non sta a noi valutare l'attendibilità dei piani di impresa della Compagnia e degli altri imprenditori che vogliono fare di Livorno il Polo della cellulosa, le prospettive della frutta ecc,c'è l' Autorità per questo; ma appunto a sostegno di queste decisioni vorremmo chiarezza ed un dibattito aperto sulle prospettive economiche ed occupazionali perché a questo bacino economico ed occupazionale

non si parla nemmeno di rinunciare. Ed ogni amministratore assennato dovrebbe tenerlo presente.

Il valore che attribuiamo al Porto impone una riflessione sulla questione delle regole che devono valere per tutti.La Compagniasta attraversando una situazione di difficoltà, non mancano pubbliche manifestazioni di solidarietà,cui ci associamo ovviamente. Quello che deve servire alla Compagnia come a tutti quelli che operano sul porto è la certezza di operare in un sistema di regole che valgono per tutti; quello che serve alla Compagnia, ma anche alla città tutta, è il rispetto della sua capacità o meno di giocarsi  il proprio ruolo imprenditoriale. Sarebbe un ritorno all'indietro, in linea forse con la cultura Marchionne,il riportarela Compagniaal ruolo di mero prestatore d'opera.

Tra le regole da affermare c'è la scissione della proprietà della Porto 2000,che sta scritta nella legge di riforma. dall'Autorità Portuale Lo sviluppo del crocierismo, le necessità di trovare il giusto equilibrio tra le diverse attività pone come indifferibile questo tema; chi arbitra (l'Autorità Portuale) non può essere anche uno dei proprietari delle squadre in campo(la Porto2000).

Perché il crocierismo diventi una opportunità di qualificazione economica per la città,perché i collegamenti della MSC non diventino una cattedrale nel deserto,ma fattore di equilibrio abbiamo da attendere da parte del governo locale una opera di promozione e di stimolo nei confronti del sistema delle imprese livornesi da una parte, dall'altra una organizzazione della città conseguente:organizzazione degli spazi commerciali, arredo,governo della mobilità

Mentre ragioniamo del presente e del futuro economico dell'area,non dimentichiamo le questioni sociali che ci picchiano negli stinchi: tutto il tema degli ammortizzatori sociali (cassa in deroga ecc.)e qui c'è tutto il capitolo dell'utilizzo dei fondi sociali europei che è tutto da esplorare.

Assemblea Generale “Per la giustizia sociale. Una nuova sinistra per salvare l’Italia e l’Europa”

Mar, 01/17/2012 - 11:52

Assemblea Generale “Per la giustizia sociale. Una nuova sinistra per salvare l’Italia e l’Europa”

22 gennaio – Summit Roma Hotel – Via della Stazione Aurelia 99.

- ore 10.30 apertura dei lavori 

- ore 11.30 interventi degli ospiti: Rita Borsellino, Luigi De Magistris, Rossana Dettori - Segretario nazionale FP CGIL, Michele Emiliano, Maurizio Landini - Segretario generale FIOM, Mimmo Pantaleo - Segretario nazionale FLC CGIL, Giuliano Pisapia, Massimo Zedda. - a seguire gli interventi dei partecipanti - ore 17.00 conclusioni Nichi Vendola
Sul sito Nazionale di SEL al seguente indirizzo, tutte le info dell'evento: http://www.sinistraecologialiberta.it/assemblea22gennaio2012/#!/home

 

 

 

La tragedia del Costa Concordia. Odg approvato dall’attivo regionale di Sel

Dom, 01/15/2012 - 11:40

Il tragico naufragio della nave Costa Concordia presso l'isola del Giglio è l'ultimo dei disastri nel mare e nell'arcipelago toscano. Avviene dopo l'alluvione dell'isola d'Elba, il versamento a mare dei bidoni di rifiuti tossici e la costante sottovalutazione dei valori ambientali del mare e delle isole. Nella gravissima tragedia della Costa Concordia emerge il disprezzo per le vite umane e per l'ambiente, l'irresponsabile comportamento delle autorità di bordo, l'imperizia di gran parte dell'equipaggio. Questi fattori che hanno provocato la morte di un numero ancora imprecisato di persone, destano indignazione e devono servire da lezione per il futuro. Nell'esprimere il cordoglio per la perdita di vite umane, Sel Toscana pone con forza il tema della sicurezza in mare e della salvaguardia dell'ambiente. Si delinea sempre di più, anche nella vicenda del naufragio – in parte oscura e che andrà ricostruita con grande attenzione – irresponsabilità ed uso sbagliato delle risorse del mare e dell'ambiente, che va contrastato in tutte le sedi politiche ed istituzionali, in primo luogo della  Regione Toscana, fino a farla diventare questione di rilevanza nazionale.

Firenze, 15 gennaio 2012

SOSTIENI LA BUONA POLITICA

Ven, 01/06/2012 - 10:35

Invertire la rotta

Sab, 12/31/2011 - 15:33


I migliori auguri per il nuovo anno
sfogliando mese dopo mese il calendario 2012  su www.invertirelarotta.it
Sinistra Ecologia Libertà Toscana     Invertire la rotta, un viaggio da Livorno a Tunisi, in direzione contraria ai flussi migratori.  Per invertire anche il nostro modo di guardare il mondo, per rompere il silenzio sui naufragi di chi parte dal Sud del mondo,  per incontrare uomini e donne protagonisti della difficile stagione democratica nel Nord Africa.
Settembre 2011: il viaggio tra le due sponde del Mediterraneo Dicembre 2011: il calendario 2012 per testimoniare il viaggio e finanziare un nuovo progetto Gennaio 2011: il video per raccontare l'esperienza con i volti e le voci Il futuro: il "Villaggio dei pesci". Un progetto di cooperazione economica con i pescatori locali per un turismo sobrio.
un progetto di Sinistra Ecologia Libertà Toscana – Wuana Africa – Legambiente – Adelante – Circolo Arci Osteria del Leone

 

www.invertirelarotta.it   www.seltoscana.it 

Invertire la rotta: il calendario 2012

Mar, 12/27/2011 - 22:20

Invertire la rotta, un viaggio da Livorno a Tunisi, in direzione contraria ai flussi migratori. 

Per invertire anche il nostro modo di guardare il mondo, per rompere il silenzio sui naufragi di chi parte dal Sud del mondo, per incontrare uomini e donne protagonisti della difficile stagione democratica nel Nord Africa.   Settembre 2011: il viaggio tra le due rive del Mediterraneo Dicembre 2011: il calendario 2012 per testimoniare il viaggio e finanziare un nuovo progetto Gennaio 2011: il video per raccontare l'esperienza con i volti e le voci Il futuro: il "Villaggio dei pesci". Un progetto di cooperazione economica con i pescatori locali per un turismo sobrio.   www.invertirelarotta.it   Sinistra Ecologia Libertà Toscana – Wuana Africa – Legambiente – Adelante – Circolo Arci Osteria del Leone

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Il lavoro

Mar, 12/27/2011 - 22:06

Il lavoro,la considerazione cui gode costituisce la cartina di tornasole del valore della Costituzione repubblicana, quanto di essa viva o meno nel tessuto della società italiana, a cominciare da quella politica a quella istituzionale.

L' Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro,recita l'art.1 della Costituzione; non  è una professione di fede, rappresenta in sintonia con la cultura democratica dell'Europa, uscita dalla guerra antifascista, la  consapevolezza del ruolo di coesione sociale,civile,etico, che il

lavoro assolve in democrazia. Questa cultura innerva tutta la Costituzione ; dagli articoli che impegnano la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico che impediscono a tutti i cittadini di concorrere al governo dello Stato, al riconoscimento del ruolo dei sindacati ecc. Questi valori, per quanto condivisi ed attuati nel corso della prima fase della Repubblica, hanno consentito al nostro paese di crescere, alle classi lavoratrici di riconoscersi nelle Istituzioni democratiche nella stessa prova del terrorismo.

Nel trentennio liberista che ci sta alle spalle, ma di cui non ci siamo ancora liberati,si opera una vera propria rivoluzione passiva. Non il lavoro,e il suo prodotto, neanche quello accumulato in una azienda produttiva,il profitto capitalistico, costituiscono il metro di misura del valore sociale, ma la rendita e la speculazione finanziaria; sono gli anni in cui si opera un gigantesco trasferimento di risorse dal lavoro alla rendita,si accresce il divario sociale a punte scandalose, in cui il salario da variabile indipendente diventa variabile dipendente da una logica di mercato che ci ha portato all'attuale disastro. Il primo colpo fu alla scala mobile che proteggeva (male!ma proteggeva )il potere d'acquisto delle famiglie popolari, da allora si apre un divario che sembra non avere ancora toccato il fondo;da allora si afferma che le leggi che tutelano i diritti dei lavoratori sono variabili come il loro salario. Le politiche di concertazione degli anni '90,portate avanti dal sindacato, hanno avuto il loro limite nel venir meno della sponda politica nel centrosinistra; il lavoro  non era più il riferimento sociale e valoriale.

Le politiche di concertazione hanno guidato la riforma delle pensioni di Dini nel '95 e le politiche contrattuali dagli anni '90 ad oggi;le politiche di Monti  rappresentano uno sfregio ai sacrifici che queste hanno comportato..

Parlare di flexsecurity in Italia è un  arma di distrazione di massa,ma l' art.18 costituisce un valore civile  nella misura in cui il suo ombrello protegge tutti i lavoratori.

A fronte della destrutturazione dei diritti,come si sta realizzando alla FIAT, a cui sta seguendo Federmeccanica,le battaglie difensive non sono sufficienti. La storia dell' Italia ci dice che i diritti del lavoro costituiscono il punto di riferimento di tutti i diritti.,compreso quello all’unità nazionale; non c’è prato di Pontida,non c’è strillo secessionista, che eguagli quanto Marchionne e la destra fanno contro il contratto nazionale, quanto fa Moretti con la soppressione dei treni notturni che collegano il territorio nazionale

I dati dell'Istat diffusi in questi giorni :sul divario crescente tra salari rimasti sostanzialmente al palo e prezzi ci ricordano che non si esce dalla crisi senza una ripresa della domanda interna.

Gli interessi del lavoro coincidono con gli interessi generali; l'Italia non deve continuare ad essere l'unico paese d'Europa in cui il lavoro non ha rappresentanza politica.

Vittorio Vittori

SEL Livorno