Aggregatore di feed
NichiVendola: Non si può uscire dalla Seconda Repubblica per tornare alla Prima. http://fb.me/IpMlYGcN
Nichi Vendola - Ven, 09/03/2010 - 19:22
NichiVendola: Non si può uscire dalla Seconda Repubblica per tornare alla Prima. http://fb.me/IpMlYGcN
NichiVendola: I precari sono l'architrave della scuola pubblica, pur essendo vittime di questa condizione. Per questo hanno... http://fb.me/GxkMlTiV
Nichi Vendola - Ven, 09/03/2010 - 17:59
NichiVendola: I precari sono l'architrave della scuola pubblica, pur essendo vittime di questa condizione. Per questo hanno... http://fb.me/GxkMlTiV
NichiVendola: Comunicato Stampa - SEL partecipa alla manifestazione contro il razzismo http://fb.me/H3UQvXaZ
Nichi Vendola - Ven, 09/03/2010 - 16:26
NichiVendola: Comunicato Stampa - SEL partecipa alla manifestazione contro il razzismo http://fb.me/H3UQvXaZ
In tanti hanno già risposto all’appello, il Governo fermi questa macelleria sociale
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 16:22
Da giorni si svolge un presidio a Montecitorio dei precari della scuola di Palermo, per dare eco al dissenso di una politica restrittiva, dettata da un’unica logica: quella del risparmio. In tanti hanno accolto l’invito venuto dai precari di Palermo in sciopero della fame a sostenere la loro lotta. È tragico che si debba ricorrere a forme estreme di protesta come lo sciopero della fame per denunciare la gravità della situazione prodotta dai tagli alla scuola e dalla cosiddetta riforma Gelmini, che hanno portato decine di migliaia di lavoratori alla disperazione.
Il dato complessivo a livello nazionale è di circa 25 mila cattedre e 15 mila posti in meno per il personale ATA per l’anno scolastico 2010/11, che si aggiungono ai 57000 posti persi già l’anno scorso. Per tutti gli ordini e i gradi di scuola le riduzioni del personale sono legate: all’aumento dei numero di alunni per classe, alla chiusura di alcuni plessi, alla riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore nella secondaria, all’abolizione delle compresenze e alla riduzione del tempo pieno.
Non nuovi finanziamenti, non più appropriate forme di valutazione dei vari processi di ricerca, non il potenziamento di rete integrata, mondo produttivo, servizi e società, ma attraverso “la spada di Damocle” della precarizzazione del lavoro dei Docenti, Insegnanti e Ricercatori, e la negazione dei fondi per l’innovazione si vuole far morire lo sviluppo del nostro Paese.
Per questo la scuola della Gelmini e di Tremonti risulta un’idea semplificata, che torna pesantemente indietro nel tempo ed è una scuola a una dimensione che deve costare sempre di meno. Il progetto berlusconiano disegna una scuola meno. Meno istruzione, meno cultura, meno obbligo scolastico, meno autonomia, meno partecipazione, meno collegialità e che riporta la scuola indietro di un secolo, vale a dire a quell’idea di nazione, di società chiusa a riccio, nell’arrogante e meschina difesa del proprio “particulare”.
In tal senso il presidio non denuncia soltanto la terribile situazione lavorativa, ma anche tutte le innovazioni pedagogiche e didattiche che si sono avvicendate negli ultimi decenni e che hanno fatto della Scuola Primaria una vera “perla” dello scenario formativo europeo
Per questo alcuni rappresentanti politici del PD, SEL, Federazione della Sinistra e IDV hanno già dato la propria adesione alla piattaforma proposta dal presidio:
- ritiro dei tagli;
- assunzione dei precari a tempo indeterminato;
- rifiuto del maestro unico;
- ritiro della “riforma” della scuola secondaria.
Si auspica che in tanti possano aggiungersi a coloro i quali hanno già firmato e che il Governo ascolti e fermi questa “macelleria sociale e culturale”.
di Giorgio Crescenza
Festa di SEL a Penne (PE)
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 16:19
4/5 settembre 2010 ore 18.00, piazza San Francesco, Penne
Festa di zona della Vestina in provincia di Pescara. Ci sarà anche l’on Guidoni di SEL NAZIONALE
NichiVendola: pensa che quando la disoccupazione è a due cifre, la flessibilità è una favola. Esiste solo una condizione paraschiavistica.
Nichi Vendola - Ven, 09/03/2010 - 14:19
NichiVendola: pensa che quando la disoccupazione è a due cifre, la flessibilità è una favola. Esiste solo una condizione paraschiavistica.
Marco Furfaro (SEL Lazio): inaccettabile dichiarazione della Gelmini
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 13:57
Roma, 3 settembre 2010 “Siamo tutti offesi dall’atteggiamento di un ministro della Repubblica che rifiuta l’incontro con i precari che protestano davanti a Montecitorio”, così in una nota il portavoce regionale di Sinistra Ecologia Libertà Lazio Marco Furfaro. “Se la Gelmini fosse scesa dalla sua torre d’avorio a parlare con chi rischia la vita digiunando da ormai quasi 20 giorni, non si sarebbe permessa di parlare di “strumentalizzazioni” e “spettacolarizzazione”. È un linguaggio irrispettoso che evidenzia la distanza di una politica che è sorda alle richieste dei suoi cittadini, che non concepisce il lavoro come elemento indispensabile della dignità umana e che riconduce le stesse proteste negli schemi di metodi che le sono propri. Caterina, Giacomo, Salvo e gli altri precari meritano solidarietà ma soprattutto una risposta rassicurante sulla possibilità di vivere senza l’ansia di una precarietà che diventa sempre più esistenziale.
Cambiare, con il voto, i gruppi dirigenti
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 12:54
Arrivati a questo punto, viene il dubbio di aver assistito all’ennesimo atto della farsa politicista delle classi dirigenti italiche. Proprio quando è apparsa più chiara la natura predatoria, antisociale e anticostituzionale del governo, con le sue cricche, Tremonti e lo stesso Berlusconi intento a sfasciare la Costituzione repubblicana, l’attenzione si è spostata sullo scontro rusticano tra i due “cofondatori” del Pdl, a colpi di paginate sui possedimenti a Montecarlo della famiglia Tulliani e di minacciosi dossier segreti sulle origini delle fortune del presidente del Consiglio. Il ricorso al voto minacciato come strumento per regolare i conti interni, che oggi è considerato una mezza sciagura dai maggiorenti del Pdl. Sarà che Berlusconi ha percepito, per la prima volta, la concreta possibilità di perdere, non solo le elezioni ma anche la sua impunità, fatto sta che non si voterà a fine anno e che il presidente del Consiglio ha rilanciato un programma in cinque punti (giustizia, tributi, federalismo fiscale, sud e sicurezza).
L’opposizione, nel frattempo, ha giocato una partita confusa e segnata dalle conflittualità interne. Ha, nei fatti, delegato a Fini il compito di mettere formalmente in crisi la maggioranza attuale, sperando nella di lui conversione, aiutato da Casini, ad un governo tecnico o comunque di transizione postberlusconiana. Ha alzato un polverone sulle primarie (troppo in anticipo quando si è candidato Vendola e troppo in ritardo un mese dopo). Non ha detto sulla deriva xenofoba di Sarkozy dopo l’aberrante espulsione in diretta tv dei Rom e non a replicato al truce “spezzeremo le reni ai clandestini” strepitato dai livorosi gerarchi fedeli al premier. Non si è espressa sulla modernità ottocentesca di Marchionne e sul programma di distruzione di ogni autonomia dei lavoratori e delle loro organizzazioni. Basta leggere il programma della festa nazionale del Pd, che si svolge a Torino e non certo a Detroit, dove l’unica discussione sulla Fiat è organizzata sulla “memoria contesa, memoria condivisa”, con l’illuminante confronto con Carlo Callieri, indimenticato braccio armato di Cesare Romiti nel fare tagli e licenziamenti di massa nell’80, e con nessuno, neanche per sbaglio, della Fiom.
Per aprire formalmente una crisi di governo si potrebbe presentare un progetto di legge di iniziativa parlamentare per cambiare il sistema elettorale attuale, se davvero fosse questa la più urgente delle priorità. Tra le tante proposte in campo, preferirei un modello tedesco, però quello vero! Metà collegi uninominali ad elezione diretta e metà su liste di partito, con attribuzione proporzionale dei seggi, sbarramento al 5% o con l’elezione diretta in almeno tre collegi. Soprattutto, vorrei che si cancellasse l’osceno premio di maggioranza nazionale presente nella legge attuale. Non so se ci sia la possibilità di approvarlo in tutta fretta oggi, ma, sicuramente, potrebbe essere un impegno da realizzare immediatamente nella nuova legislatura. Considero, invece, controproducente continuare a ripetere che, con la legge attuale, Berlusconi vincerebbe sicuramente le elezioni, perché le elezioni prima o poi ci saranno e, molto probabilmente, con questa legge.
La proposta di Bersani, il “nuovo Ulivo”, gioca a far ritornare alla memoria antiche vittorie, seguite da disastri ben impressi nella memoria collettiva. Piace molto a chi si candida a sopravvivere da cespuglio o a chi, come Casini, aspetta il suo turno, magari desistendo, di qua o di là, a seconda delle convenienze. Aprire un largo confronto democratico, di cui le primarie sono il primo passo, serve anche a cambiare l’attuale sistema politico, che non regge sulla difesa di idee che non decollano, il Pd, o sulle rendite di posizione, l’Idv.
Le forze larghe della sinistra, senza aggettivi, dovrebbero provare ad essere i costruttori della nuova fase, mettendo al centro la Costituzione, una nuova e rigorosa questione morale e la necessaria riforma sociale e civile. Hai voglia a dire che c’è la fuga dei cervelli, la depressione dei trenta/quarantenni, la disperazione dei lavoratori dipendenti, la dequalificazione della formazione, la negazione dei diritti civili, l’arretratezza ecologica e la dilagante precarietà. Hai voglia a dirlo, se l’unico orizzonte che prometti è una “coalizione” a “geomeria variabile”. C’è bisogno di cambiare nel paese, cambiare pagina dopo l’oscuro quindicennio berlusconian-liberista. C’è voglia di cambiare addirittura nel Pd, dove Matteo Renzi dice schiettamente ciò che molti pensano dei gruppi dirigenti attali. Per farlo c’è bisogno di non avere paura, né delle elezioni, né del popolo che ce le può far vincere e che, proprio per questo, deve essere chiamato a decidere sul futuro: uomini e progetti, visioni e gruppi dirigenti.
Gennaro Migliore
da Il Manifesto
NichiVendola: Ho pubblicato 3 foto su Facebook nell'album "Nichi Vendola - "Non è difficile dire qualcosa di sinistra"" http://fb.me/FcfjKBaw
Nichi Vendola - Ven, 09/03/2010 - 12:52
NichiVendola: Ho pubblicato 3 foto su Facebook nell'album "Nichi Vendola - "Non è difficile dire qualcosa di sinistra"" http://fb.me/FcfjKBaw
Milano, le primarie di Repubblica.it
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 12:33
«Primarie entro metà novembre». La promessa è del segretario metropolitano del Pd, Roberto Cornelli, che dopo la discesa in campo di Stefano Boeri, oltre a Giuliano Pisapia e Roberto Caputo, raccoglie l’appello del centrosinistra ad accelerare i tempi sulla consultazione della base per la scelta del candidato da contrapporre a Letizia Moratti l’anno prossimo. La prossima settimana dovrebbe essere convocata la prima riunione per definire regole e date. «Chiunque non dovesse vincerle — anticipa Cornelli — deve impegnarsi a sostenere il vincitore, un programma comune e a partecipare all’organizzazione della campagna elettorale».
Ma la vera novità arriva dall’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che in un’intervista all’Espresso anticipa che potrebbe arrivare presto un terzo uomo. «Perché escluderlo? — spiega — Con Boeri è tramontata la soluzione alla veneziana che ha portato alla vittoria di Orsoni. Ma non lo è affatto l’ipotesi di una candidatura di centro che rappresenti la nuova fase politica nazionale. Ci sto lavorando insieme ad altri. Il problema, per vincere, è il rapporto con l’area di centro. E Boeri non la rappresenta e non potrà avere l’appoggio di forze come l’Udc».
Resta da chiarire anche cosa deciderà di fare Valerio Onida. Riccardo Sarfatti, a nome delle novanta personalità del mondo delle professioni che fanno parte del suo gruppo, non si sbilancia: «Decideremo all’assemblea di martedì, ma l’importante è che si fissino subito regole chiare che garantiscano tutti». Ma secondo alcuni bene informati ci sarebbero forti pressioni per convincere l’ex presidente della Corte costituzionale a rompere gli indugi. Anche a sinistra c’è chi prevede che se le cose non cambieranno, una parte della Federazione andrà da sola al primo turno.
Pure gli ambientalisti sono molto perplessi. Chi spara a zero è, però, il coordinatore cittadino di Italia dei valori, Giulio Cavalli: «Il nome di Boeri non dice nulla — attacca — Rappresenta solo un’archistar lontana dalla quotidianità. Ha visioni programmatiche diverse dalle nostre, ma non porremo veti». Parole che alcuni interpretano come un preannuncio di candidatura alle primarie. Mal di pancia che si aggiunge a quello di Dario Fo. Nello Patta, portavoce della Federazione della Sinistra fissa i suoi paletti: «Ora è necessaria la partecipazione di tutti per raccogliere idee su una Milano diversa. Mi auguro che si coinvolgano i comitati dei cittadini non solo per fare il tifo ai diversi candidati». E Carlo Monguzzi (Pd) aggiunge: «A me Boeri va benissimo, a patto che chiarisca subito i suoi conflitti di interessi».
Giuliano Pisapia in vantaggio anche su internet nelle primarie virtuali di Repubblica.
Saranno le primarie d’autunno a decidere chi sfiderà Letizia Moratti nella corsa elettorale per di primavera per l’elezione del sindaco di Milano. Tre, per ora, le candidature: Giuliano Pisapia, il primo a scendere in campo, seguito da Roberto Caputo e Stefano Boeri. Ma il quadro non sarà completo fino a quando non sarà fissata la data delle primarie: altri candidati potrebbero proporsi. Ai lettori la scelta su chi meglio potrebbe affrontare la sfida con il centrodestra milanese.
Post di Nichi: Per un’altra Europa
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 11:45
C’è un’Europa di cui bisogna vergognarsi, un’Europa che pratica illegalità e che convive con i fantasmi del passato, un’Europa miope e piccola che ha paura di allargarsi e di abbracciare la Turchia, questa è anche l’Europa di Sarkozy che espelle i rom. Un’Europa di potenti che odia le banlieue che essa stessa produce. Ma c’è anche un’altra Europa. Quella che in questi giorni si sta riunendo ad Otranto, è un’Europa che mi piace perché ha uno sguardo aperto e lucido, in grado di mettere a fuoco l’intero mosaico della criminalità organizzata nella sua dimensione globale.
È l’Europa di cui parla FLARE (Freedom Legality and Rights in Europe) associazione europea in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata che ha organizzato ad Otranto, nella città che accoglie il punto più a est d’Italia, il primo Forum internazionale per i giovani “OLE-Otranto Legality Experience” dedicato al tema delle economie illegali, della criminalità organizzata e della globalizzazione finanziaria.
Sono particolarmente orgoglioso perché dal 2011 la Puglia ospiterà anche una Summer school, in collaborazione con le università pugliesi e italiane. E non sarà, vi assicuro, un evento retorico o una sfilata di divi. È importante agganciare l’Europa che ha occhi per guardare perché la capacità dello sguardo è un fatto politico. Quando il procuratore Laudati ci aiuta a ricostruire la visione dei fenomeni criminali in Puglia, lo fa offrendoci la visione d’insieme, il mosaico e non i piccoli tasselli. Occorre su questi temi uno sguardo lucido. Per molto tempo è stato obnubilato. E noi qui in Puglia vogliamo ricostruire una macchina ottica per costruire un’altra Europa.
Guarda il video della conferenza stampa di oggi su Flare.
Un lampo sul processo…
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 11:40
Intervista a Nichi su giustizia, criminalità organizzata, antimafia e processo breve.
Leggi l’articolo da La Repubblica di Bari del 2 settembre.
Di Giuliano Foschini.
Qualcosa di sinistra
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 11:35
Intervista a Nichi su crisi economica, politiche di sviluppo e futuro della sinistra. Leggi l’articolo da Panorama del 3 settembre 2010
di Laura Maragnani
Combattiamo la destra che e’ dentro di noi Il tempo è una risorsa scarsa
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 11:32
Bisognerebbe spiegare naturalmente perché si è seppellito l’Ulivo, si sono sciolti due partiti per farne uno che ha meno voti della somma dei due (comunque poco più della metà di quelli necessari a vincere un’elezione), si è sciolta l’Unione, per poi ora tentare in extremis di tornare a un qualche punto di partenza, ad una alleanza, ad un “Nuovo Ulivo”. Ma il tempo stringe maledettamente. Rimandiamo.
E siccome il tempo stringe e maledettamente, il primo obbligo è non perderlo a discutere delle cose autoevidenti: è per esempio di per sé evidente che bipartitismo, vocazione maggioritaria, autosufficienza di un partito solo etc. sono fantasie con cui si è costruito un castello sulle nuvole, contribuendo a ridurre l’Italia nello stato in cui versa. Ma, si sa, le ideologie sono potenti, e si trascinano inerzialmente dietro alla realtà che le falsifica. Mettiamo cortesemente da parte, e avanti. Così come è opportuno (forse meno cortesemente) mettere da parte la bislacca idea, lungamente coltivata nel campo democratico, praticamente fino all’altro ieri, che insieme a Silvio Berlusconi si può realizzare una riforma costituzionale e rifondare la Repubblica.
Bisogna fare presto cose nuove. Definire con chiarezza l’alleanza, il campo di forze di centrosinistra che si candidano a governare, e scegliere la leadership. Con le primarie. Si può essere a favore o contro il metodo delle primarie, ma non a giorni alterni e secondo le convenienze, perché altrimenti si arrabbiano molto in molti, e cresce il continente dei delusi e degli astenuti.
A questo punto viene la parte, anch’essa urgente, ma più impegnativa, dei contenuti. Intendiamoci: “Contro Berlusconi”, è già un contenuto. Come ottan’anni fa non si poteva essere democratici senza esser antifascisti, così oggi non si può essere democratici senza essere antiberlusconiani. Ma è vero, come si dice, che non basta essere “contro”. Ci vuole un progetto e un programma, un’altra idea d’Italia. Ripetere “riformismo” ad ogni piè sospinto lascia il tempo che trova: quali riforme ha in testa il centrosinistra? Non è chiaro,e deve diventarlo rapidamente.
Una alternativa. Non basta combattere la destra che abbiamo contro, bisogna combattere la destra che abbiamo dentro, fare i conti con l’alluvione di interpretazioni, rappresentazioni, miti tracimati dal campo altrui nel nostro, tanto che il blocco radunatosi intorno a Berlusconi –oggi in crisi ma non in rotta- si è visto consegnare le chiavi di casa: il primato e l’egemonia, la maggioranza dei voti nelle urne e delle idee nella testa della gente.
Di là si discute di intercettazioni e di processo breve: c’è da vergognarsi, ma si capisce. Di qua la discussione sembra concentrata sulla legge elettorale: con tutto il rispetto per l’importante tema, e il riconoscimento dell’obbrobrio di quella in vigore, non si capisce, se non si dà la priorità ad altro. Siamo nel cuore di una tempesta perfetta: la crisi del capitalismo globalizzato, che ha assunto caratteri sempre più spiccatamente predatori, è in pieno svolgimento. Il sistema, dominato dalla finanza, si regge su una doppia svalorizzazione: quella del lavoro umano e quella dell’ambiente. L’umanità si trova di fronte a problemi inediti, ad un bivio. Dopo il ’29, con Keynes e Roosvelt negli Usa e, dopo la sconfitta del nazismo e del fascismo, con il socialismo in Europa, la riforma che portò allo Stato sociale cambiò profondamente politica, economia e natura della società. E oggi?
La cosa più disperante è che la superclasse dei predatori, una volta saccheggiati i bilanci pubblici per salvare banche e imprese, è di nuovo all’attacco, e la sinistra in Europa è per lo più muta. Potremmo riprenderci la voce in Italia, e affrontare l’appasionante compito di una proposta di riforma di sistema che dia stringenti regole nuove alla finanza, e rimetta al centro il lavoro, l’ambiente, il sapere, i beni pubblici che non possono essere ridotti a merce.
Qui la discussione su un programma di governo potrebbe farsi parecchio interessante. Proporrei di cominciarla subito: il tempo è una risorsa scarsa.
Fabio Mussi
Presidente Comitato Scientifico SEL
Rom d’Europa. Sabato si va in piazza.
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 11:05
Il Ministro Maroni con un’intervista al Corriere della Sera ha ufficialmente aperto la campagna elettorale, che verterà ancora una volta su un concetto strumentale di sicurezza, al cui centro non vi sarà la lotta alle mafie e alla corruzione, ma la solita campagna contro Rom e Sinti, che rischiano di diventare per l’ennesima volta i capri espiatori di un governo incapace di affrontare i veri problemi del Paese.
Queste popolazioni oggetto di discriminazioni feroci nel passato non devono più essere considerate altro da noi. Siamo insieme nell’Europa dell’integrazione e della crescita comune, dobbiamo combattere chi delinque in generale, tra di noi e tra di loro. E’ contro le sacche di violenza che ci dobbiamo scagliare, mettendo al centro del nostro agire il pensiero prima del manganello, la politica prima della repressione.
Pertanto ben venga lo smantellamento dei campi, ma ad essi deve far seguito una politica sociale e abitativa volta all’integrazione, per cui ogni anno anche l’UE stanzia dei fondi preziosi. Finora infatti non si è proceduto con interventi o di tipo assistenziale o di mero tamponamento di emergenze che per la loro stessa natura non sono stati in grado di innescare reali meccanismi di empowerment nelle comunità cui erano dedicati, e che hanno avuto ricadute piuttosto scarse dal punto di vista dell’emancipazione e dell’autonomia dei soggetti coinvolti.
Finora le istituzioni hanno rivolto verso le comunità Rom e Sinti in particolare e verso i migranti in generale uno sguardo etnico e non politico, hanno tentato delle azioni su di loro e non con loro. Questo ha costruito nel tempo una percezione distorta della loro presenza nelle “nostre” città: una presenza parassitaria, un problema per l’ordine pubblico piuttosto che una ricchezza e un elemento di crescita per la costruzione della vera comunità europea.
Abbiamo il dovere di sfatare il mito del diverso/pericolo, anche se non porta voti immediati, anche se la strada è in salita e tortuosa. Perché la diversità è un arricchimento per definizione e la politica è affrontare i problemi del mondo a viso aperto, anche quando il vento che ti sbatte in faccia ti consiglierebbe di rifugiarti in un posto sicuro. Perché nei posti sicuri siamo soli, impauriti, ignari. E, soprattutto, perché fuori c’è una donna o un uomo da conoscere. Diverso da noi, uguale a noi.
Per tutto questo Sinistra Ecologia Libertà aderisce alla manifestazione indetta da Santino Spinelli, leader rom italiano musicista, docente universitario, e cittadino italiano “orgoglioso di esserlo” (“la mia famiglia – dice – è in Italia dalla fine del 1300″), e promossa dal “Comitato nazionale antidiscriminazione” sostenuto da associazioni, politici e intellettuali.
Marco Furfaro
Pubblicato su paneacqua.eu
Appuntamento SABATO 4 SETTEMBRE A PIAZZA CAMPO DE’ FIORI (ROMA) ALLE 15:00
Tra Nuovo Ulivo e alleanze per la democrazia
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 11:00
La XVI legislatura è morta questa estate. In ogni caso, ci sia o meno una ricomposizione tra Fini e Berlusconi, il disegno politico della Pdl non esiste più. Si esaurisce il totem della semplificazione bipartitica della politica italiana e con esso finisce in soffitta anche la creazione di un blocco conservatore unico in questo paese.Come negli Usa il fronte della destra si divide tra radicali e moderati, con la differenza che il Tea party è nato in Italia venti anni prima che oltreoceano ed ha avuto il tempo di produrre un terremoto in termini di rappresentanza elettorale come di penetrazione culturale. Lo scontro a destra, a Roma come a Washington, si manifesta nuovamente dietro le insegne di una questione fiscale irrisolta, così come tale è da 150 anni a questa parte il solco che divide l’Italia tra un nord produttivo ed un sud che scivola sempre di più nella povertà e nell’abbandono.
Dunque, ci troviamo di fronte ad una prova grandissima: finita l’epopea di questo centrodestra che aveva sfondato nel 2008, che avversario politico ci troveremo davanti di qui a quando ci sarà la precipitazione elettorale? Non sottovalutiamo l’ulteriore evoluzione che può avere il berlusconismo in questo frangente: può incattivire ulteriormente il clima politico e stravolgere definitivamente il quadro istituzionale in senso plebiscitario.
La tentazione delle ultime settimane appare questa, cominciata con quel vero e proprio manifesto costitutivo di un nuovo partito plebiscitario di massa che è stata la cacciata dei finiani ed esauritasi con l’agitazione, a mò di manganello, della carta delle elezioni anticipate. Dobbiamo capire dunque quale avversario abbiamo davanti prima di iniziare ad abbozzare una proposta realmente alternativa.
Sino ad oggi il maggiore punto di distanza, quello vero, tra noi ed i democratici è stato proprio questo. Abbiamo avuto, ed in buona parte abbiamo ancora, un giudizio estremamente divergente sulla natura della destra italiana, sulla possibilità di intavolare un qualsiasi dialogo, sull’impossibilità di costruire insieme anche semplicemente un quadro di regole condivise. Dopo le elezioni politiche l’ipotesi di una legislatura costituente interessava Veltroni quanto Berlusconi che cinguettavano uno accanto all’altro come strateghi di un nuovo compromesso storico. Non ha impiegato molto il cavaliere a gettare via la maschera ed a riprendersi pienamente il ruolo di caimano, di distruttore del buonsenso repubblicano, di sovvertitore scientifico della Costituzione.
La prima domanda, dunque, da porre con franchezza a Bersani è questa: siamo d’accordo che di fronte abbiamo una vera e propria emergenza democratica a cui dobbiamo rispondere con determinazione e con spirito unitario? Se è così, e a me sembra che per la prima volta il segretario democratico, cominci a non avere peli sulla lingua e a declinare un giudizio netto ed inequivocabile sul governo e sul suo cotè ideologico, occorre andare a vedere fino in fondo le carte che intende giocare il PD. Nuovo Ulivo ed Alleanza per la democrazia: una proposta a doppia velocità, che segnala tuttavia, per la prima volta, l’inizio di un percorso per l’alternativa autentico, seppur viziato dai soliti politologismi un po’ triti e ritriti dei due cerchi o della disputa sul sistema elettorale.
Partiamo dal nuovo ulivo: è una proposta, non un sonnifero come fa intendere Renzi. Si può liquidare come una minestra riscaldata l’unica formula che fece vincere il centrosinistra per ben due volte contro Berlusconi? Sarebbe un atto di arroganza intellettuale vero e proprio. E come facciamo a non vedere che in maniera esplicita il Pd abbandona la vocazione maggioritaria e capisce che ha bisogno di tutta la pluralità che a sinistra esiste, financo delle culture e dei progetti politici che erano stati dichiarati morti e sepolti? Con il nuovo ulivo, non voglio apparire enfatico o provocatorio, viene seppellito definitivamente il pd veltroniano e viene archiviata forse la stessa idea di fondo che aveva contribuito a costruire il soggetto politico neoriformista.
Non sarà il big bang che avevamo giustamente evocato, perché il PD come forma organizzata resiste ancora, ma è indubbiamente un’ammissione di non autosufficienza. A noi, a Sinistra Ecologia Libertà, interessa riempire di contenuti il Nuovo Ulivo, preservando la nostra autonomia politica e provando a farlo crescere e radicare nel paese? Credo di sì ed il nostro congresso dovrà inevitabilmente pronunciarsi su questo terreno nuovo: una grande soggettività di sinistra in grado di condizionare e spostare in senso partecipativo e sociale il Nuovo Ulivo.
Infine sull’Alleanza per la Democrazia: non dobbiamo mettere il carro davanti ai buoi e non dobbiamo immaginarci nel ruolo di corteggiatori assidui ed un po’ petulanti di Fini e Casini. Sarebbe un esercizio penoso ed un po’ ridicolo, che lasciamo volentieri agli sherpa democratici. Una alleanza per la democrazia si può fare anche stando in coalizioni diverse, se la cosa più impellente è il ripristino della repubblica parlamentare. Non vedere che nel blocco conservatore sono venute meno le ragioni dello stare insieme sarebbe davvero un errore imperdonabile.
Noi dobbiamo agire perché quel solco si allarghi, perché anche là dentro si inseriscano veri elementi di cambiamento senza perpetrare faide di potere. La contraddizione tra Fini e Berlusconi, l’autonomizzazione di Casini dalla destra politica, la sfiducia crescente di pezzi importanti del mondo dell’impresa, della finanza e persino della chiesa cattolica nei confronti dell’attuale governo non possono lasciarci indifferenti. Non sono semplicemente partite che si giocano nel loro campo né possiamo trattarle alla stregua di oscillazioni metereologiche.
Sono battiti d’ala che inevitabilmente determinano tempeste anche in mezzo al nostro schieramento: dobbiamo stare attenti a non guardare questo aspetto. Un eventuale terzo polo potrebbe anche sfarinare il nostro schieramento se quest’ultimo non è perfettamente coerente e capace di tirare fuori dal cilindro un progetto di società. E potrebbe resuscitare anche dentro il Pd quell’attitudine al moderatismo mai del tutto abbandonata e quella inclinazione alla neutralità sociale che ha contraddistinto la tendenza principale della sua dirigenza, in primis l’esclusione totale di qualsiasi riferimento al conflitto ed all’autonomia del mondo del lavoro.
E’ evidente che la battaglia delle idee sarà quanto mai necessaria in questo frangente: dovremo far pesare tutta la nostra capacità di innovazione per imporre alcuni temi che rischiano di scomparire: altrimenti il riformismo istituzionale che appassiona il PD rischierà di sovrapporsi e di schiacciare le vere riforme in senso redistributivo che dovremo promuovere. Apriamo subito una discussione con la coalizione: il tema non è chi ha il pallino, ma chi riesce a dettare l’agenda. Chiedendo le primarie siamo riusciti a farle diventare indispensabili e da lì difficilmente si potrà tornare più indietro. Oggi però dobbiamo decidere se è dentro il Nuovo Ulivo e nel campo della Alleanza per la Democrazia che vogliamo giocare fino in fondo la nostra partita. Io credo di sì. A noi tocca ricostruire la sinistra, non fare le mosche cocchiere.
Arturo Scotto
NichiVendola: A Otranto, la città che accoglie il punto più a est d’Italia, si sta svolgendo il primo Forum internazionale per i... http://fb.me/HIT60YeQ
Nichi Vendola - Ven, 09/03/2010 - 10:56
NichiVendola: A Otranto, la città che accoglie il punto più a est d’Italia, si sta svolgendo il primo Forum internazionale per i... http://fb.me/HIT60YeQ
Sinistra in Festa – Percorsi di altra politica… a Lavello (PZ)
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 10:00
18-19 Settembre 2010 ore 17.30, Lavello (PZ)
Prima festa di “Sinistra Ecologia Libertà” a Lavello
Festa di Sel a Scandicci
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 09:53
9-12 settembre 2010 Casa del Popolo di Casellina, piazza Di Vittorio – Scandicci (FI)
Ribellarsi è giusto, ribellarsi è possibile: le strade dell’alternativa
Incontri e dibattiti, animazione, associazioni e libri, lotteria e giochi
Giornata del Tesseramento a Salerno
Sinistra e Libertà - Ven, 09/03/2010 - 09:46
11/09/2010 ore 9.00-21.00, Salerno e provincia
Giornata del tesseramento a SEL organizzata dalla Federazione provinciale e da tutti i circoli della provincia di SAlerno. Gazebo in piazza per raccogliere le adesioni a Sinistra Ecologia Libertà





